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Servizi segreti, Monti: "Adeguarli a nuove minacce e accelerare riforma" PDF Stampa Email

Mercoledì 22 Febbraio 2012 21:47

Riorganizzare i servizi segreti attuando pienamente la legge di riforma che ha ormai cinque anni. Razionalizzare le risorse, eliminando duplicazioni e ridondanze per permettere all'intelligence di svolgere al meglio il proprio compito, che è quello di proteggere il Paese dalle minacce: terrorismo internazionale e interno, criminalità organizzata, attacchi cybernetici, speculazione finanziaria. Grande prudenza sul segreto di Stato, da apporre soltanto in caso di reale necessità. Sono i propositi esposti dal premier Mario Monti, nel corso di un'audizione durata circa due ore e mezzo al Copasir. «Abbiamo avuto con Monti - ha detto il presidente del Comitato, Massimo D'Alema al termine dell'audizione - una discussione molto approfondita su come portare avanti l' indirizzo della riforma, come razionalizzare ed ammodernare il ruolo dei servizi in relazione ai nuovi compiti, sulle minacce che gravano su Paese, su come garantire la sicurezza e abbiamo ragionato anche su come migliorare il controllo parlamentare. Il premier - ha aggiunto - non si è sottratto a nessuno dei quesiti postigli in uno spirito di grande collaborazione». Il presidente del Consiglio - che, contrariamente ai suoi predecessori, non ha ceduto la delega sul settore ad un sottosegretario - ha studiato a fondo il dossier servizi, ha letto una relazione dettagliata ed ha poi risposto alle domande dei commissari mostrando aperture, secondo quanto si apprende, sulle richieste pervenute dai membri del Comitato di dare un deciso colpo di acceleratore alla riforma. Sì, perchè, la 'macchina intelligencè risente ancora di inefficienze, resistenze degli apparati, duplicazioni di strutture e competenze, ritardi. Monti, sempre a quanto si apprende, avrebbe manifestato l'intenzione di procedere con celerità alla riorganizzazione delle tre strutture - Dis, Aise e Aisi - accentrando nella prima tutti i compiti amministrativi, in modo da consentire alle altre due di svolgere esclusivamente funzioni operative. E la razionalizzazione permetterà anche di fare economie, visto che neanche le 'barbe fintè saranno risparmiate dalla spending review che riguarda tutte le amministrazioni statali. Altro tema affrontato, sempre nell'ottica di dare più operatività agli 007, è quello del turnover. «Non c'è dubbio - ha rilevato D'Alema, il quale ha ipotizzato una proposta di modifica legislativa per migliorare i poteri di controllo del Copasir - che uno dei compiti più importanti in attuazione della riforma è il rinnovamento dei quadri delle risorse umane dell'intelligence, in particolare con l'acquisizione di particolari professionalità e competenze (nuove tecnologie, informatica, settore finanziario, ecc.). Bisogna portare avanti il processo di ricambio - ha sottolineato - senza svalorizzare il patrimonio umano esistente, ma nuovi compiti richiedono nuove professionalità ed una leva più giovane da acquisire». Nella sua relazione Monti ha riferito anche sul caso dei Marò arrestati in India, sulla crisi in Siria, sull'Iran e sulla difficile transizione in Libia. Nonchè sulle minacce al Paese, da quelle tradizionali (terrorismo jihadista ed eversione interna) a quelle emergenti (cybercrimine, speculazione finanziaria). «Compito dei servizi - ha riassunto D'Alema è proteggere il Paese e si tratta di vedere se sono adeguati a questi compiti». In questo ambito un allarme lo ha lanciato oggi il capo della Polizia Antonio Manganelli. L'anarco-insurrezionalismo, ha osservato, «vuole fare il salto di qualità, si parla di assassinio e solo per fortuna finora non c'è stato il morto». Questo tipo di antagonismo, ha sottolineato Manganelli, «è il più pericoloso, ma è stato trascurato, anche dalla nostra legislazione che presenta dei buchi».


 

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