Ponte Milvio: occhio ai negretti che puliscono il marciapiede!

Sono schiavi come le ragazzine sulla Tiberina. I loro proventi foraggiano droga e armi e gli altri affari luridi della mafia nigeriana

di Riccardo Corsetto

Qualche giorno fa una ingenua o ideologizzata signora di Ponte Milvio, chic radicale per dirla alla Tom Wolfe, una di quelle che ospiterebbe un rifugiato ma solo nella casa del vicino, ci faceva notare che mentre noi altri inauguravamo una sezione di quartiere in nome di quel “razzista” e “guarrafondaio” di Salvini, c’erano dei bravi negretti nigeriani che pulivano il nostro marciapiede, su Viale di Tor di Quinto, con tanto di scopa, buona volontà e un cartello strappalacrime: “Gentile signore/a voglio integrarmi onestamente nella vostra città senza chiedere l’elemosina. Da oggi terrò pulite le vostre strade in cambio di un contributo…”

Circa un anno fa uno di questi ragazzi africani fregò anche me. Mi insospettii quando vidi che ve ne erano altri che utilizzavano lo stesso cartello e lo stesso messaggio. Identico. In un italiano corretto che cozzava con l’incapacità manifesta di parlare l’italiano. Non son servite alcune note inchieste giornalistiche per svelare che dietro la scopa e quella “voglia di integrarsi” ci fosse solo sfruttamento e il racket della mafia nigeriana.

Sarebbe bene che la signora radical chic, e tutti noi, ingenui e meno ingenui, evitassimo di dare soldi a questi ragazzetti di colore, perché alla fine della giornata, della questua raccolta, ben poco resta nelle loro tasche: il grosso finisce ad imbolsire i mercati più sporchi che possiamo immaginare: armi e droga. Esattamente come i proventi delle giovanissime prostitute africane di via Tiberina, sempre sul nostro municipio, dove da anni assistiamo impotenti a giovanissime, addirittura minorenni, abbandonate allo sfruttamento dei criminali della peggior specie.

Tornando alla signora chic radicale di Ponte Milvio. “Lo sa signora che con i suoi due euro a quel negretto lei ha contribuito incosapevolmente a fornire una parte delle droghe letali che hanno ucciso Desiree Mariottini?”

Su viale Tor di Quinto, dove questi ragazzi si vedono soprattutto al mattino, quando il mercato è aperto, e la Posta ha il suo flusso maggiore, è qualche giorno che non si vedono più. Se dovessero tornare è importante che non dargli un centesimo. Spiegatelo agli amici buonisti della porta accanto.