La sinistra italiana caccia la ragazza che fa il porno e affossa definitivamente il mito progressista della libertà sessuale
di OSCAR GUCCI (L'UNICO) Nel film porno firmato 'CentoXCento', dal titolo "E' venuta a saperlo mia madre", nel quale ha recitato - si fa per dire - si fa chiamare Marianna, premurandosi che non venga a saperlo il "ragazzo". Alla fine però l'ha saputo l'Italia intera e anche Pier Luigi Bersani.
La popolarità di R.A., (Marianna è solo il nome di fantasia usato nel film), giovane 25enne di San Miniato, comune in provincia di Pisa di 28mila anime, è andata oltre le aspettative. E non è bastata certo una mascherina a nascondere l'identità della ragazza a coloro che in paese la conoscevano e, che poi, come diceva il poeta, hanno sparso la voce fino a stuzzicare l'interesse dei media. "Una notizia un pò originale non ha bisogno di alcun giornale, e come una freccia dall'arco scocca, vola veloce di bocca in bocca." A San Miniato non siamo a Sant'Ilario, e i giornali qui hanno giocato la loro parte. Anche la politica non si è messa certo a guardare. Anzi ha colto l'occasione per gettarsi subito nella mischia. Dopo Vellettopoli, Marrazzogate e il Rubygate, l'agenda setting dei giornali italiani è ormai perennemente abbagliata dalle luci rosse. Dobbiamo farcene una ragione. A San Miniato tutti sapevano già da qualche mese, ma si sperava che la notizia non arrivasse ai media - racconta qualche residente. Qualcuno poi non ha resistito alla tentazione e ha avvertito le redazioni.
LA SINISTRA AFFONDA PER SEMPRE IL MITO DELLA LIBERTA' SESSUALE Ma dov'è la notizia? Ah già la notizia, quella cosa che bisogna portare a un direttore di giornale per legittimare la pubblicazione di un fatto. La notizia è che la giovane del film porno è anche la segretaria del circolo territoriale del Pd di Cigoli a San Miniato. Non mica un dinosauro dell'Establishment della sinistra nostrana, ma tanto è bastato per inscenare lo scandaletto di provincia che arriva alla cronaca nazionale. Una ragazza eletta nell'esecutivo nazionale dei giovani del Pd con 99 voti, dalla carriera universitaria "brillante" dicono gli amici, i cui comunicati stampa sono presenti anche sul sito ufficiale del Segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Presenti almeno fino ad oggi, quando il web master di bersanisegretario.it ha pulito lo stigma, cancellando tutto. La ragazza 'consigliata' alle dimissioni volontarie. Il modo del boia che dà l'iniezione al condannato dicendo: "Fai il bravo fattela da solo". La notizia però per noi non è la giovane impegnata in politica che prende parte a un porno. La notizia per noi è che il primo partito 'progressista' italiano abbia agito come l'Inquisizione, affondando per sempre il sogno "Left" e le femministe pro-hard che si battevano in piazza al grido della "vagina è mia".
ANZICHE' FUGGIRE, LA GIOVANE REAGISCA AI 'BIGOTTI' Con la porno segretaria del Pd radiata dal partito cade per sempre il mito del progressismo di sinistra in fatto di costume sessuale e culturale. Così oggi le donne possono stare per obbligo di legge nei Cda delle società ma non possono stare per diritto e libera scelta dentro un film porno. Abbiamo la prova che anche a sinistra ha prevalso un certo bigottismo che fino a ieri ha combattuto. Noi suggeriremmo alla ragazza di tornare dalla Danimarca, dove pare fuggita in preda a un panico comprensibile, e rivendicare anziché nascondersi. Le scelte personali, anche quelle più forti, sono un diritto da rispettare, quando non danneggiano gli altri. Altro che morte politica: Alice torni in Italia, utilizzi lei i media come i media hanno utilizzato lei per qualche giorno, e sfrutti questo momento di popolarità per qualche azione politica importante, magari mettendosi a disposizione di un comitato referendario per l'abolizione di quella vergognosa legge Merlin che tiene la testa dell'Italia come quella dello struzzo. E' un consiglio e un'idea. Forza Alice. (L'UNICO)