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Governo, sovranità mutilata. E' plutocrazia? PDF Stampa Email

Giovedì 17 Novembre 2011 11:58

di Guglielmo Giacinti
L’Italia come un’azienda. Commissariata dopo i fallimentari tentativi della sua governance, l’esecutivo Berlusconi, di ridurne l’ingente indebitamento.

E come amministratore straordinario viene nominato l’economista  Mario Monti, uomo di lunga esperienza con un brillante curriculum accademico. Il debito pubblico italiano ha raggiunto l’astronomica cifra di quasi 2000 miliardi di €, di cui 200 miliardi sono in btp in scadenza ad aprile. Un tasso di interesse come quello attuale o maggiore per quella data, metterebbe a serio rischio l’intero Paese che avrebbe un’esposizione finanziaria insostenibile. Il tentativo di instaurare un governo tecnico rappresenta quindi un’inevitabile quanto necessaria azione per tentare di ridare fiducia ai mercati. Fallire in questo tentativo, avverte Napolitano, significherebbe andare dritti verso elezioni anticipate e “tentare di evitare un precipitoso ricorso al voto ed un vuoto di governo è esigenza su cui dovrebbero concordare tutti”. “La particolare fragilità del nostro paese - prosegue - sta nell’altissimo debito pubblico accumulato nel passato.

 


E’ un peso che rischia di mettere a dura prova l’impegno dello stato”. Per questo motivo “è perciò indispensabile recuperare la fiducia degli investitori e delle istituzioni europee, operando senza indugio nel senso richiesto. E’ una responsabilità - dice ancora Napolitano - che avvertiamo verso l’intera comunità internazionale, a tutela della stabilità della moneta comune e della stessa costruzione europea, oltre che delle prospettive di ripresa dell’economia mondiale”. Un’emergenza che Monti pochi istanti prima aveva descritto così: “In un momento di grande difficoltà il Paese deve vincere la sfida del riscatto, deve tornare a essere elemento di forza e non di debolezza di un’Unione europea di cui siamo stati fondatori e di cui dobbiamo essere protagonisti”.  E per vincere questa sfida, osserva ancora Napolitano, non ci sono dubbi che Monti è la persona più indicata in quanto l’ex rettore della Bocconi è “personalità indipendente, rimasta sempre estranea alla mischia politica” e “dotata di competenze ed esperienze che ne fanno una figura altamente conosciuta e rispettata in Europa e nei più larghi ambienti internazionali”.


Il debito pubblico italiano è però, detenuto da paesi stranieri, primo tra tutti la Francia che con 511 milardi di € è il maggior creditore estero. E la paura che Monti ed il suo esecutivo di finanzieri, ancor prima che accademici,  possa danneggiare l’Italia a favore di logiche di difesa degli interessi finanziari internazionali, è avvertita da più parti, in quello che molti definiscono il “governo delle banche”. La Francia e la Germania, esponendosi finanziariamente nei confronti dell’Italia non hanno compiuto nessun “atto di eroismo, per salvare l’Europa” come invece sostenuto dalla coppia Merkel-Sarkozy. Hanno invece beneficiato, come ogni esperto investitore, di un tasso di interesse tra i più elevati mai registrati. Non giustificato peraltro da un altrettanto elevato rischio-paese, ma creato ad arte da fantasiosi declassamenti delle agenzie di rating, prima tra tutte Moody’s .Mentre ora che il rischio diviene concreto e giustifica un tasso così alto, l’investimento di questi grandi paesi esteri diventa molto meno redditizio. E si decide allora a livello europeo di imporre all’Italia, con un’ingerenza ai limiti del colonialismo, misure di “lacrime e sangue” per poter ripagare questi esigenti creditori. In questo senso Monti ed il suo governo tecnico, sono visti da Paolo Barnard, noto economista italiano, come le “maschere funebri di questa nazione”,  spregiudicati esattori al servizio delle potenze estere. Con una lettera-appello pubblicata l’11 novembre, Barnard esorta Berlusconi a «salvare la nazione» ricordando che l’Euro «fu disegnato precisamente per affossare gli Stati del sud Europa, fra cui l’Italia». “Se l’Italia verrà consegnata dal golpe finanziario in atto contro di noi, e da elettori sconsiderati e ignoranti, nelle mani del Partito Democratico, per noi sarà la fine», continua Barnard. «Sarà l’entrata trionfale a Roma dei carnefici del Neoliberismo più impietoso, sarà la calata della Shock Therapy su un popolo ignaro, cioè il saccheggio del bene comune più scientificamente organizzato di ogni tempo, quello che nell’Est europeo ha già mietuto più di 40 milioni di vite in due decadi, senza contare le sofferenze sociali inenarrabili che porta con sé.”
E di “colpo di Stato finanziario di proporzioni storiche” nei confronti dell’Italia parla anche l’economista americano Micheal Hudson. Quel che è certo è che l’Italia dell’Euro, quella che ha perso, rinunciando alla sovranità della moneta, l’arma della svalutazione che per anni ha sostenuto la crescita economica, non è mai stata così vicina al default. E che davvero ci sono dittature più lievi di certe democrazie in cui imperano le “plutocrazie”.


 

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