Quota 100. Decreto approvato, al via pensioni anticipate

Approvato il decreto attuativo: quota 100 e reddito di cittadinanza ora sono realtà. "Progetto economico e sociale di cui andare fieri" per Conte, "Diritto alla pensione e al lavoro per un milione di italiani" per Salvini.

Fin dalla sua entrata in vigore nel 2011, quando il Presidente del Consiglio era Mario Monti, Salvini ha avocato il superamento della legge Fornero, in materia di pensioni. Proprio per questo la sua proposta di Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi), insieme al reddito di cittadinanza pentastellato, era uno degli articoli del patto di governo giallo-verde. Ieri, finalmente, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto attuativo proprio riguardo a questi due provvedimenti. Misure che interesseranno per un triennio, dal 2019 al 2021, una platea di circa un milione di lavoratori e per le quali sono stati investiti 22 miliardi di euro.

Ma come funziona quota 100?

  • Una prima differenza occorre farla tra dipendenti privati e dipendenti statali. Per i primi, infatti, il pensionamento inizierà il primo aprile se i requisiti sono stati maturati entro la fine del 2018, oppure tre mesi dopo il raggiungimento dei requisiti, se questi vengono maturati a partire dal primo gennaio 2019. Per gli statali, invece, gli assegni partiranno dal primo agosto se i requisiti sono stati maturati entro l’entrata in vigore del decreto, altrimenti l’assegno sarà erogato sei mesi dopo il conseguimento dei requisiti. Un’unica eccezione sui tempi sarà quella che riguarda il comparto scuola: per questo settore, infatti, la pensione comincerà ad essere erogata dal primo settembre, all’inizio dell’anno scolastico.
  • Sarà possibile godere di alcune deroghe ai tempi stabiliti. Gli uomini potranno andare in pensione senza aspettare i 62 anni, al conseguimento di 42 anni e 10 mesi di contributi; per le donne, invece, sarà sufficiente un anno in meno di contributi. L’assegno sarà comunque versato dopo tre mesi dal conseguimento. I lavoratori precoci, invece, andranno in pensione normalmente al raggiungimento dei 41 anni di contributi: per loro, infatti, non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita.
  • Inoltre, rimane valida, l’opzione donna, che consente alle donne lavoratrici con almeno 35 anni di contributi maturati al 31 dicembre 2018, di andare in pensione a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 per quelle autonome. Ed è confermata anche l’Ape Social, che viene prorogata fino al 31 dicembre 2019 e che dura fino al raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia: 63 anni di età. Occorrerà comunque una contribuzione di 30 o 36 anni, a seconda dei casi, con dei bonus sui figli per le lavoratrici.
  • Sarà possibile, inoltre, riscattare periodi di buco contributivo per massimo 5 anni, se dovuti agli studi e al conseguimento della laurea. Il riscatto è previsto sempre per il triennio 2019-2021 e godrà di condizioni agevolate entro i 45 anni. Entro questa età, infatti, l’onere sarà detraibile del 50% in cinque quote annue, rateizzabili fino a 60 rate mensili.
  • Tutti i pensionati pubblici, e non esclusivamente quelli che usufruiscono di quota 100, potranno avere subito l’anticipo di fine rapporto fino a 30 mila euro, con la possibilità di cumulare periodi assicurativi di più gestioni. La pensione, che sarà cumulabile con redditi da lavoro occasionale di massimo 5 mila euro, non sarà invece cumulabile con proventi da lavoro dipendente o autonomo.
  • Sarà, infine, attivato un fondo bilaterale per il ricambio generazionale, al quale si potrà accedere per anticipare di tre anni la pensione, ma solo se ad essa corrisponda un’assunzione. Da questo strumento sono esclusi i lavoratori in Isopensione.

Un progetto di politica economica e sociale che oggi è diventato realtà” per il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che si dice fiero dei due provvedimenti. E soddisfazione è espressa su Facebook anche dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e dal collega allo Sviluppo Economico Luigi Di Maio, entrambi leader delle due forze politiche al governo.  “Un milione di italiani potranno scegliere il diritto alla pensione e per tantissimi altri ci sarà il diritto al lavoro. Sono felice perché dopo anni di disastri di chi ci ha preceduto, credo che in 7 mesi abbiamo fatto tanto”, scrive il primo. Per lui, però, “questo è un punto di partenza. Si prepari a piangere ancora la signora Fornero perché l’obiettivo finale è quota 41”. E proprio a lei, insieme a Monti, dedica questo primo traguardo. Parla di una “fantastica notizia”, invece, il collega pentastellato. “È stata un’emozione forte – scrive Di Maio –. Ho ripensato ai chilometri percorsi in questi anni da Perugia ad Assisi al fianco di tutti voi, al fianco di Beppe e al fianco di Gianroberto che oggi ci guarda da lassù”. E aggiunge di aver “ripensato a tutte le vicissitudini che ci hanno portato fino a qui” e di essersi “ricordato perché siamo al governo: siamo al governo perché un’altra Italia è possibile e perché noi italiani, tutti insieme, abbiamo iniziato a crederci”. (L’UNICO)

Francesco Amato