RAI5: «LO STATO DELL’ARTE», I VIDEOGIOCHI FANNO MALE?

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Roma, 12 gen. (AdnKronos) – Qual è il contrario di gioco? È forse lavoro? C’è invece una risposta diversa, suggerita dallo psicologo esperto di giochi, Brian Sutton-Smith, morto quest’anno a 91 anni, che afferma: l’opposto di gioco è depressione. A suo avviso la gran parte delle persone, quando gioca, sente una maggiore autostima, più energia ed emozioni positive. E la sua intuizione è stata confermata oggi da diversi studi scientifici. Che sia una posizione condivisibile o meno, il dato di fatto è che oltre un miliardo di persone nel mondo oggi usa i videogiochi e il mercato dei videogame nel 2015 ha fatturato più di musica e cinema messi insieme. Ma i videogiochi fanno bene o male? A «Lo stato dell’arte», il programma di Rai Cultura in onda domani alle 23.15 su Rai5, Maurizio Ferraris ne parla con Paolo Ferri, docente di Tecnologie didattiche e teoria e tecnica dei nuovi media alla Bicocca, e lo psichiatra Daniele La Barbera. Secondo Paolo Ferri i videogiochi non fanno male, anzi, sono strumenti efficaci per introdurre alla logica del digitale i bambini più piccoli, ovviamente sotto la guida di docenti e genitori. I videogiochi sviluppano l’abilità nell’eseguire sullo schermo compiti complessi, contribuiscono a migliorare la capacità di attenzione visuale selettiva e ad esercitare il pensiero intuitivo. Di diverso avviso Daniele La Barbera, che sottolinea come il numero di pubblicazioni che valuta le conseguenze nocive per la salute mentale dei ragazzi è molto alto. Secondo lui i videogame tendono a diventare pervasivi rispetto alla vita relazionale, allo sport, alla lettura, e creano schemi comportamentali ripetitivi. In ogni caso, anche qualora avessero degli effetti positivi, il loro uso va comunque regolato, perché questi effetti comunque si invertirebbero in caso di impiego eccessivo. (AR/AdnKronos)

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