Roma: capitale più vecchia con single e stranieri in crescita

Presentato in Campidoglio il Rapporto Statistico dell'area metropolitana della Capitale. Ne esce una Roma più vecchia, dove i morti sono più dei nati e con single e stranieri in netta crescita. Area più vecchia il centro storico, area più giovane Tor Bella Monaca

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È stato presentato ieri nella sala Protomoteca del Campidoglio il Rapporto Statistico del Comune di Roma. Dal quadro, presentato dalla sindaca Virginia Raggi e dal vice sindaco Daniele Frongia, ne esce una Roma che sta invecchiando sempre di più. Il quoziente di mortalità, al 9,9% ogni mille abitanti (+0,5% rispetto al 2014), e l’indice di natalità sceso all’8% la dicono lunga sull’età media dei romani e di tutti gli abitanti della Capitale.
Municipio campione di “gioventù” è il VI, che include le periferie orientali di Roma (Tor Bella Monaca, Torre Angela, Tor Vergata, Borghesiana, Finocchio, Giardinetti…); quello più anziano è invece il primo, quello del centro storico, in cui ad ogni 100 bambini tra 0 e 14 anni corrispondono 220 persone di età superiore ai 65 anni.
“Questo Rapporto – ha commentato la sindaca – è uno strumento che serve a recuperare la fiducia dei cittadini. Ha il merito di consentire l’esercizio della democrazia ed è una sorta di fotografia e punto di partenza per il nostro lavoro”.

I romani e tutti gli abitanti di Roma sono stati fissati a 2,8 milioni (4,3 milioni nell’area metropolitana). Sono i migranti che cambiano volto alla Città Eterna: in dieci anni la popolazione straniera è aumentata del 154%, concentrati soprattutto al centro storico e a Prima Porta. La comunità più popolosa rimane quella romena (34%), seguita dai filippini (8%). Roma, inoltre, si riempie di single e persone vedove: il 44% delle famiglie residenti a Roma sono unipersonali, soprattutto al centro storico, in cui sono presenti per oltre il 60%. In crescita anche il numero dei cittadini tra 15 e 29 anni non occupati che non studiano o fanno percorsi di formazione, che passano dal 14% di 6 anni fa al 21%.

Anche sul reddito i dati sono deludenti: il municipio più “ricco” è il II (Parioli), mentre quello più “povero” è il VI (Roma est, Torri). L’andamento del tasso di occupazione nella città metropolitana di Roma negli ultimi 6 anni ha avuto un trend discendente, con una leggerissima risalita solo negli ultimi due anni, dal 49,2% del 2008 al 47,9% del 2015, per un numero di occupati pari a 1,7 milioni. Riguardo all’istruzione, per i quasi 1300 istituti presenti, le frequenze si attestano all’incirca su 450mila iscritti; gli universitari sono 30mila. Circa la mobilità, infine, si riscontra che solamente sul territorio romano circolano 1,7 milioni di veicoli a quattro ruote, che rappresentano il 65% del totale.

“I numeri e i dati contenuti in questo Rapporto potrebbero apparire freddi ma sono elementi che ci dicono molto e noi amministratori li dobbiamo utilizzare nel prendere decisioni utili. Questo Rapporto – spiega la sindaca Raggi – è anche uno strumento che serve a recuperare la fiducia dei cittadini, ha il merito di consentire l’esercizio della democrazia ed è una sorta di fotografia e punto di partenza per il nostro lavoro. Sono tutti elementi che ci servono per amministrare e noi studieremo con attenzione questo Rapporto che offre uno strumento utile e importante per fare scelte oculate e precise”.
“Governare una città come questa, in cui il quartiere più grande ha gli abitanti di Catania, è un’impresa. La politica – commenta il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio, presente all’incontro insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni – si sta facendo le domande sbagliate: abbiamo legiferato troppo in questi anni. Sto cercando di introdurre un misuratore di performance delle leggi approvate. La città di Roma e la sua area metropolitana potranno farcela solo se avranno il sostegno dello Stato centrale”. (L’UNICO)

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