Reddito di cittadinanza, l’INPS alla cittadina: Niente soldi, lei è morta!

La donna si era rivolta al Caf di Ponte Milvio per chiedere il sussidio. L'Istituto la dà per deceduta

“Abbiamo sconfitto la povertà”. Con questo slogan i ministri pentastellati si erano affacciati dal balcone di Palazzo Chigi dopo l’approvazione del reddito di cittadinanza. Il provvedimento, cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, si proponeva di assicurare a tutti i cittadini italiani il reddito minimo di 780 euro, e di permettere a tutti di trovare un posto di lavoro. Tutto ciò attraverso l’aiuto dei navigator e i centri per l’impiego completamente riformati.

Nella realtà, però, non è tutto rose e fiori. Ad aprile è partita la distribuzione delle card e l’erogazione della prima mensilità del reddito. Sono state effettuate, secondo i dati forniti dall’Inps, oltre un milione di domande. Di queste, si stima che circa 100mila siano state disdette dagli utenti, secondo cui il gioco non varrebbe la candela. Si tratta, per esempio, dei numerosi beneficiari che si sono visti accreditare dal governo importi ben inferiori ai 780 euro promessi: un centinaio di migliaia di utenti, che si sono ritrovati un accredito inferiore a 200 euro. Cifre esigue, per le quali non vale la pena sottostare agli obblighi e ai controlli previsti dalla normativa. I redditi effettivamente erogati, al netto delle disdette, sono quindi poco meno di un milione. Un numero ben inferiori al milione e 300mila richieste stimate dall’esecutivo.

Ma al danno, spesso si aggiunge anche la beffa. I cittadini che vorrebbero effettivamente richiedere il reddito, infatti, possono trovarsi in situazioni abbastanza imbarazzanti. Per via delle banche dati scarsamente aggiornate dell’Inps, l’algoritmo del software che gestisce le richieste può infatti rigettare la domanda, perché il richiedente risulta deceduto. Anche se è lì, in carne ed ossa, davanti allo sportello da cui sta inviando la richiesta. È ciò che è accaduto ad una cittadina romana di Ponte Milvio che si era recata al CAF di via Riano 44 diretto dalla Casa del Cittadino di zona. Dopo l’inquietudine per la notizia del decesso, è come sempre cominciato un rimpallo di responsabilità. Tra il Ministero del Lavoro che accusa l’Inps, e l’istituto di previdenza che invece attribuisce l’errore al Comune di Roma, che ha comunicato il decesso al posto di un banalissimo cambio di residenza.

reddito di cittadinanza
Lo screen del software di richiesta del reddito di cittadinanza, secondo il quale la richiedente risulta deceduta

E intanto, anche una volta corretto l’errore, la domanda non poteva essere inviata. Perché risultava ancora in corso la domanda precedente, anche se l’esito era stato negativo per via del presunto decesso. L’utente adesso è finalmente riuscita ad inviare la richiesta, ma questa è una delle inquietanti scene di fronte alle quali ci si potrebbe trovare per richiedere il reddito di cittadinanza. Per ottenerlo, insomma, bisogna “risorgere”. Almeno burocraticamente.

Riccardo Corsetto, responsabile sindacale del centro di assistenza fiscale e vicecoordinatore Lega del XV Municipio ha spiegato così l’accaduto: “Si è trattato di un errore dell’Inps relativo ad un codice fiscale non aggiornato. Un errore banale, ma ciò che sorprende è la risposta surreale. L’istituto di previdenza sociale che prende carta e penna per scrivere a un morto che sospetta avergli fatto una domanda. Questo è solo l’aspetto tragicomico della burocrazia.”

Francesco Amato