Referendum: comunque vada il 4 dicembre l’Italia sarà ancora più divisa

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Di Riccardo Monaco

 

In o Out. Più che Si o No. Dal patto del Nazareno, in nome di un’unita nazionale ritrovata, fino alla sua rottura di cui le conseguenze hanno determinato l’ennesimo cambio di casacca di alcuni parlamentari e la natura politica di una maggioranza. Dalle riforme condivise di due anni fa fino alla trasformazione di un referendum sulla riforma della Costituzione in una estenuante battaglia elettorale di cui gli italiani avrebbero fatto volentieri a meno visto la difficilissima situazione economica che attanaglia il Paese.

Renzi, Boschi e Napolitano da una parte e l’Italia intera dall’altra. L’ unica certezza è che comunque andrà a finire il 4 dicembre l’Italia sarà ancora più divisa, lacerata davanti alla sua guida più cara, la Costituzione. Dentro o Fuori. Renzi ha trasformato il referendum in un plebiscito su se stesso fino al punto di ammettere, smentire e riaffermare che se il referendum dovesse naufragare è disposto ad uscire di scena. Ed è su questo tema che i retroscena impazzano, i retroscenisti sguazzano ed i parlamentari annaspano.

A poco più di una settimana si moltiplicano gli spifferi in una Roma semi autunnale che da oggi è orfana dei senatori impegnati nelle iniziative referendarie. In caso di vittoria del NO sono diversi i rumors a seconda delle Camere che si frequentano: al Senato il nome forte è quello del Presidente, Pietro Grasso, mentre alla Camera quello più gettonato è l’attuale Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

Ma manca ancora una settimana e la percezione è quella di una battaglia all’ultimo voto, dove molto probabilmente peseranno il voto degli italiani all’estero e quello di alcune regioni dello stivale, in particolare la Campania. E in tv botte da orbi fino a venerdì prossimo, quando suonerà il gong e ci si avvierà ad una domenica bestiale, da cardiopalma visto anche il derby della capitale alle ore 15.00. Fino a tarda notte, o come è successo due settimane fa negli Stati Uniti, fino alle cinque della mattina. Dove la Campania potrà essere la Florida d’Italia.

 

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