Referendum, nel Pd è fuggi fuggi da Renzi

Rumors dalla buvette di Palazzo Madama: "Nessuno tra di noi del Pd ci sta mettendo la faccia e dopo i pessimi sondaggi degli ultimi giorni". Nonostante gli sforzi del Premier la campagna per il SI sembra spiaggiata

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Matteo Renzi

di Riccardo MONACO

Renzi si o Renzi no, questo oramai è il vero senso del referendum. Inutile cercare la verità nel merito del quesito referendario perché è lo stesso premier che ha trasformato il referendum in un plebiscito  sul suo governo. Nonostante gli sforzi del premier e quelli della madrina delle riforme, Maria Elena Boschi, la campagna elettorale per il Si non riesce a decollare perche l’esecutivo si è spiaggiato con il primo pallido sole di Giugno e dal solstizio d’estate ancora non si ripreso.

Sembra sia entrato in letargo preventivamente e, tra boutade sul ponte dello stretto e dati economici sempre più che negativi, è oramai nelle sabbie mobili. Chi siede in Parlamento e scambia chiacchiere in buvette tra un caffè e un prosecco si lascia scappare una frase sibillina “nessuno tra di noi ci sta mettendo la faccia e dopo i pessimi sondaggi delle ultime settimane tutti si tengono ben lontani dal farlo”. L’ex sindaco dui Firenze questo lo ha capito e per rimettere in riga i propri parlamentari li starebbe pregando di organizzare alla sua presenza manifestazioni sul tutto il territorio. Alcuni parlamentari, sempre nelle fila del Pd, sono terrorizzati: è partito il count down e l’intervista di De Benedetti, le incursioni controproducenti di Napolitano e i dietrofront del Financial Time sull’effettiva efficacia del referendum ne sono l’inequivocabile controprova.

Fino a pochi giorni fa, sempre Renzi aveva cercato la sponda sull’elettorato di centrodestra che attende ancora speranzoso un segnale di guerra da Berlusconi tuttora alle prese con la riabilitazione dopo l’intervento chirurgico al cuore che lo vede costretto a prolungare (anche per motivi diversi da quelli di salute) il suo soggiorno negli Stati Uniti. L’interrogativo è semplice, a poche settimane dal voto: sarà ancora Berlusconi a dare il segnale a radunare le truppe del centrodestra per dare la spallata finale al Governo? (L’UNICO)

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