Regionali. La Lega e il Centrodestra sbancano in Abruzzo

Il Centrodestra vince in Abruzzo: con quasi il 50% delle preferenze Marco Marsilio è eletto Presidente della Regione. Secondo il candidato appoggiato dal Centrosinistra, terza la candidata del Movimento 5 Stelle. C'è chi, visti i risultati, teme una crisi di governo, ma Conte smentisce: "Non ci sono cambiamenti all'ordine del giorno".

Di fronte ai risultati ottenuti alle elezioni regionali in Abruzzo, bisogna ammetterlo: la propaganda della Lega funziona. A vincere, infatti, è stato Marco Marsilio, sostenuto appunto dalla Lega in una coalizione di Centrodestra, che ha ottenuto quasi il 50% delle preferenze.

A recarsi alle urne, secondo i dati pubblicati, è stato 53% della popolazione abruzzese. Il primo dato che emerge, dunque, è che alla scelta del proprio governo regionale ha partecipato soltanto poco più della metà degli aventi diritto. L’altra metà ha preferito rimanere a casa. Segno evidente di una continua e persistente disaffezione del popolo dalla politica.

I risultati, però, parlano chiaro.

Marco Marsilio, con poco meno di 300 mila preferenze, ha raggiunto il 48,03% dei voti, venendo quindi eletto Presidente della Regione Abruzzo. Marsilio era sostenuto da una coalizione di Centrodestra, di cui la Lega è risultato il partito più votato, conquistando 10 seggi al parlamento regionale. Seguono Forza Italia con 3 seggi, Fratelli d’Italia con 2 seggi e, in ultimo, Azione Politica e Unione di Centro con un seggio ciascuno.

Secondo arrivato, invece, il candidato sostenuto dal Centrosinistra, Giovanni Legnini. Ottenendo poco più del 30% dei consensi, Legnini è stato eletto consigliere regionale. Con lui parteciperanno al Consiglio i candidati del PD, che è stato il partito più votato della coalizione ed ha ottenuto 3 seggi, e delle liste civiche Legnini Presidente e Abruzzo in Comune – Regione Facile, che hanno ottenuto un seggio ciascuno. Le altre liste legate alla coalizione, tra cui LeU, non hanno superato lo sbarramento del 3% non ottenendo, quindi, nessun seggio al parlamento regionale.

Ma il dato più eclatante è senza dubbio la picchiata ottenuta dal Movimento 5 Stelle rispetto al consenso del 4 marzo. La candidata Sara Marcozzi, infatti, ha dovuto accontentarsi del 20% dei voti, consentendo al Movimento di entrare in Consiglio regionale con soli 7 seggi. Considerati al di fuori della coalizione, infatti il M5S, infatti, ha ottenuto il 19,73% dei voti, contro il 27,53% della Lega. Anche a livello locale, dunque, il consenso della Lega è superiore a quello degli alleati di governo.

Fanalino di coda, infine, Casa Pound: con lo 0,47% dei voti non entra al Consiglio Regionale.

Sono felice perché il lavoro e la concretezza pagano“, commenta su Facebook il leader della Lega, Matteo Salvini. “Il risultato quasi commovente della Lega è la dimostrazione migliore del fatto che inchieste, minacce, falsificazioni, insulti nulla possono: la vita reale è più forte della realtà virtuale, il popolo è più saggio delle giurie d’onore!”, aggiunge Salvini, che oggi pomeriggio sarà a L’Aquila per ringraziare i suoi elettori del buon risultato ottenuto. Soddisfazione anche dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che su Facebook parla di “una giornata storica per Fratelli d’Italia”, e da Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, che considera il risultato “un grande successo che apre una pagina nuova per l’Abruzzo”.

Il Movimento 5 Stelle, stando ai dati, sembra quindi perdere piede rispetto alla Lega. Ma di più si potrà vedere a maggio, dai risultati delle elezioni europee. Qualcuno, infine, legge in questi risultati una possibile scissione del governo giallo-verde, ma è il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a garantirne la piena tenuta. “Il dato mi sembra abbastanza chiaro – dice, commentando i dati da Campobasso –, ma questo non cambia nulla per il governo centrale. Continuiamo a lavorare, non c’è nessun cambiamento all’ordine del giorno”. Del resto, l’Abruzzo non sarebbe la prima regione dove il Carroccio governa senza l’appoggio dei 5 Stelle. Ed entrambe le forze, in effetti, non sembrano voler mollare l’esecutivo. (L’UNICO).

Francesco Amato