Roma, al Bioparco è nato un cucciolo di tapiro sudamericano

Il nome è stato dato in onore di Valerio Staffelli, il famoso inviato di Striscia la Notizia.

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“Siamo tutti molto contenti di questa nascita – dichiara il presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccìa. Staffello pesa già 4/5kg ed è il risultato di un gran lavoro di squadra svolto dallo staff zoologico e veterinario della struttura. La nascita è avvenuta nell’ambito del programma europeo di riproduzione in cattività per le specie minacciate di estinzione (EEP) a cui il Bioparco partecipa. Il tapiro sudamericano (Tapirus terrestris)– conclude Coccìa – è una delle quattro specie di tapiro esistenti al mondo”.

Il nuovo nato condivide il recinto del Sud America con il papà Josè, di 11 anni, nato al Bioparco nel Maggio del 2005, con la mamma Elisabeth, nata nel 2010 presso lo Zoo di Paignton, in Inghilterra, e con il suo fratellone John nato al Bioparco ad Agosto dello scorso anno.

 

Il Bioparco, membro dell’EAZA, Unione Europea Zoo e Acquari, collabora a livello internazionale con molte istituzioni impegnate nella conservazione delle specie a rischio di estinzione attraverso la partecipazione a progetti che si basano sull’interscambio di animali fra uno Zoo e l’altro che deve avvenire secondo precisi standard, in particolar modo dal punto di vista genetico.

Per chi non conoscesse la specie, il tapiro sudamericano è un animale dalla corporatura tozza e massiccia, un maschio adulto può pesare 200-250 kg. Vive nelle aree tropicali e subtropicali del Sud America dove frequenta ambienti di foresta pluviale con presenza di acqua. Prevalentemente solitario e notturno trova riparo tra la vegetazione nutrendosi di foglie, arbusti, corteccia e frutti, che strappa con la sua proboscide prensile formata dal labbro superiore e dal naso.

È un buon nuotatore e trascorre gran parte del suo tempo in acqua, sia per liberarsi dei parassiti della pelle, sia per trovare riparo dai predatori terrestri, come giaguari e puma. Dopo una gestazione di 13 mesi la femmina partorisce generalmente un cucciolo (raramente due) che rimane a stretto contatto con la madre per i primi 6/7 mesi di vita. Il piccolo presenta un caratteristico mantello marrone a strisce e macchie giallo-biancastre necessario per confondersi con l’ambiente circostante, riducendo così il rischio di predazione. Il mantello assume la colorazione uniforme dell’adulto dopo il sesto mese di vita (inizia a modificarsi già a 2 mesi, quando le macchie e le strie vanno scurendosi). Specie minacciata di estinzione e considerata “Vulnerabile” dalla lista rossa redatta della IUCN, l’Unione per la Conservazione della Natura, a causa della deforestazione, la caccia per la carne e la pelle.

 

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