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Salute, Roccella: tornare a cultura pro-allattamento al seno PDF Stampa Email

Giovedì 05 Maggio 2011 14:28

«L'allattamento al seno non è solo un gesto tecnico, ma prevede una cultura diversa della maternità e della relazione madre-figlio. È importante per l'empowerment della donna, che deve sapere di poter nutrire e gestire correttamente il proprio bambino, grazie a saperi che una volta erano più spontanei e oggi vanno recuperati». A sottolinearlo è il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, presentando oggi a Roma la campagna di sensibilizzazione all'allattamento al seno dal titolo 'Il latte della mamma non si scorda maì, che coinvolgerà quest'anno in particolare Calabria e Puglia, Regioni dove è più bassa la percentuale di donne che scelgono di nutrire al seno il loro bebè. «Questa campagna, pur nel suo piccolo e organizzata con poche risorse - ha evidenziato Roccella - è stata confermata dopo il successo dell'anno scorso. E spero che un giorno possa comprendere anche il parto naturale e indolore. L'Italia è un Paese strano: al Sud, fino a qualche anno fa, le donne allattavano per strada. Ora è diventata la parte d'Italia con le quote minori di bimbi allattati al seno. In più, si è diffusa l'idea che il seno si possa mostrare in qualsiasi occasione, tranne che quando una donna allatta il proprio bambino: lo dimostra il fatto che molte volte madri che allattavano in pubblico sono state allontanate». «È una cultura da combattere. Le donne oggi sono spaventate dalla maternità, come conferma il fatto che il ricorso al taglio cesareo viene richiesto dalle madri stesse, a causa della mancanza di sostegno e della sensazione di solitudine in cui si è costrette ad affrontare la maternità. Occorre recuperare quei saperi femminili che possono aiutare le donne ad attingere dalle proprie risorse», ha concluso Roccella.


 

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