Salvini in aula alla Camera sotto processo. Le accuse di PD e Leu su Sea Watch e Cara di Castelnuovo di Porto

Oggi in aula alla Camera dei Deputati si sono svolte le interrogazioni a risposta immediata, e il Ministro dell'Interno Matteo Salvini è stato duramente attaccato dalle forze politiche di sinistra (PD e Leu) in merito al caso Sea Watch e ai migranti sfrattati dal Cara di Castelnuovo di Porto. Il leader del Carroccio ha risposto a ogni critica con dati aggiornati, annunciando che presto verrà messo in atto un provvedimento che limiti l'ingresso di navi in acque italiane: non un blocco navale ma utilizzando le leggi che ci sono già per garantire tutela e sicurezza

Stiamo lavorando a un provvedimento che limiti la possibilità di entrata nelle acque territoriali italiane, applicando le leggi che già esistono. Se mai un altro barcone dovesse entrare  irregolarmente io rifarò esattamente quello che ho fatto con la Diciotti e con la Sea Watch“. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini dichiara ai microfoni della stampa uscendo dall’Aula di Montecitorio, dove è stato bersaglio di attacchi pesanti da parte di esponenti del PD e di Leu, schierati a favore dei migranti a bordo della nave Sea Watch e degli ‘sfrattati’ dal Cara di Castelnuovo.

Lei il 23 gennaio diceva di essere in possesso di evidenze di rapporti tra le ong e trafficanti, evidenze che non sono oggetto di indagini in corso e che avrebbe presto trasferito alle autorità giudiziarie – provoca il deputato Leu Erasmo Palazzotto –. Nel ricordarle che le indagini le può svolgere solo chi di dovere, le chiedo di fornirci spiegazioni su come ha portato avanti queste attività, se in proprio, o coinvolgendo membri delle Forze dell’ordine o delle Autorità giudiziarie“.

Tra brusii e proteste, prontamente placate dal presidente Fico, il Ministro Salvini ha risposto al primo attacco, ironizzando sul fatto di non essere stato oggetto di nessuna minaccia di denuncia nella giornata odierna, e quindi di sentirsi più tranquillo: “La documentazione su irregolarità di alcune ong che operano nel Mediterraneo è oggetto di approfondimento, non da parte del Ministro ovviamente, ma da parte delle autorità di pubblica sicurezza e, come in altri casi in precedenza, delle autorità giudiziaria. Ricordo a quest’aula che sono incardinati non uno ma ben tre procedimenti: uno della Procura di Trapani, uno della procura distrettuale di Catania, e uno della Procura della Repubblica di Ragusa. Per il mio mestiere conosco persone che lavorano nell’ambito dell’immigrazione, e qualunque elemento mi venga fornito viene trasferito a chi di competenza. Così operavo anche in passato, in maniera assolutamente trasparente, senza promettere niente a nessuno, men che meno posti di lavoro, con l’unico scopo di tutelare e difendere la sicurezza degli italiani. Ora io sono convinto da 8 mesi di operare per difendere la sicurezza di chi parte e muore, e viene usato per affari illeciti di trafficanti di esseri umani che comprano armi e droga che non mi vedranno mai complice finché campo”.

L’onorevole Palazzotto non si è ritenuto soddisfatto, e ha accusato il ministro di essere “molto abile a schivare le risposte, omettendo se le attività delle forze di Polizia hanno agito su suo impulso diretto o dell’autorità giudiziaria“, e ha aggiunto: “Ogni giorno questo paese di fake news utilizza la cultura del sospetto abusando delle sue prerogative e della sua immunità, per delegittimare il lavoro di migliaia di persone che in questi anni hanno salvato migliaia di vite umane, mentre lei con le sue scelte politiche è il responsabile delle numerose morti in mare“.

Ha quindi preso la parola l’Onorevole Anna Maria Madia del Partito Democratico per avere chiarimenti in merito al destino dei migranti sfrattati dal Cara di Castelnuovo: “Dove sono stati portati, quali diritti hanno? Altrimenti è lecito pensare che tutti siano per strada“. L’aula ha continuato a essere sotto agitazione, nonostante gli ammonimenti di Fico, ma il Ministro ha rassicurato di non avere fretta. “Negli ultimi due anni sono sbarcati 300.000 immigrati, mentre con la nostra gestione siamo fermi a 23.000 – ha replicato il leader del Carroccio, sottolineando di parlare con i numeri –, nella mattinata del 23 gennaio scorso è iniziato il trasferimento degli immigrati ospitati nel Cara di Castelnuovo”, e ha ricordato all’assemblea che i dati sono tutti in seno alla Prefettura di Roma.

“Alla data del 16 gennaio – ha poi proseguito Salvini – erano presenti nel Cara di Castelnuovo 543 ospiti, meno della metà del numero dell’anno precedente. Di questi, 17 erano nuclei familiari, per un totale di 39 persone di cui 12 minori. Il trasferimento ha riguardato dapprima 305 migranti trasferiti in strutture più piccole, mentre nel corso di questi giorni è previsto il completamento del trasferimento degli ulteriori 222 ospiti in una sede dell’ex sprar della Regione Lazio. Aggiungo che nell’operazione di trasferimento si sono inseriti 14 allontanamenti volontari, e sono stati disposti due provvedimenti delle misure di revoca dell’accoglienza“.

Fico è stato costretto ancora una volta a sedare gli animi infervorati di molti presenti. A concludere con un ennesimo tono polemico ci ha pensato l’onorevole Graziano Delrio (PD), che ha invitato Salvini a usare meno toni propagandistici e ad agire diversamente: “Un ministro dell’interno serio non si perde decine di persone per strada ma controlla le condizioni dentro i centri d’accoglienza, bisogna fare vigilanza rafforzata. L’immigrazione clandestina non si combatte nei talk show, lei da solo con dei baciapantofole che le fanno domande, con la Rai che le fa le domande ‘giuste’. Lei dice di aiutarli a casa loro, ma nella vostra Finanziaria avete tolto fondi alla cooperazione internazionale. Non vada a dire in giro che li state aiutando a casa loro“.

Lara Morano