I Salvini boys da Pontida a Monteverde

A pochi giorni dal congresso giovanile nazionale nel "pratone" bergamasco, gli juniores del Capitano si danno appuntamento in un ristorante di Roma a Portuense. Anche qui è over booking. Crippa: "E' incredibile, siamo a Monza o a Roma?

Il vice segretario del Carroccio, Andrea Crippa (a destra). A sinistra il coordinatore giovani Roma, Daniele Catalano

Da Pontida a Roma. Dai prati dove Alberto Da Giussano nel 1176 lo fece a strisce a Federico I Hohenstaufen – meglio noto come Federico Barbarossa, imperatore “germano” del Sacro Romano Impero, che minacciava l’indipendenza dei comuni dell’Italia del Nord (un po’ come la Merkel oggi) – a Portuense, quartiere di Roma nel Municipio XI . È qui che i giovani leghisti, dopo l’over-booking del pratone di Pontida (80mila persone, record dal 1990) si sono dati appuntamento. In un ristorante della zona, dove Daniele Catalano, capogruppo municipale della Lega, ha la base elettorale. Da giugno scorso aveva affiancato Marco Pietrandrea, coordinatore dei giovani leghisti nel Lazio, ai vertici della formazione “Juniores” di Salvini, ottenendo la nomina sulla città di Roma. E i  giovani sono davvero l’unica “anima” del partito, su cui Salvini da sempre investe (il leader sembra detesti le logiche correntizie e infatti i tesseramenti sui territori, come a Roma, sono stati praticamente sospesi). Meglio puntare su un vivaio di giovani. Come, Andrea Crippa, deputato lombardo classe ’86, il delfino da impiegare per esportare la Lega da Roma in giù. 

Crippa, a Pontida, durante il congresso giovanile, ha ceduto il timone di coordinatore nazionale giovanile al milanese Luca Toccalini (altro marchio di fabbrica di Matteo Salvini, somigliante anche fisiognomicamente e nei timbri vocali al leader del Carroccio).

“Eravamo in casa di Matteo, e lui mi disse – racconta Crippa – devi andare al sud, abbiamo tanti giovani che vogliono darci una mano. Lo guardai non sapendo da dove si dovesse iniziare, eravamo al 3,5%. Oggi di strada ne abbiamo fatta, e un ristorante come questo, così pieno di giovani, era pensabile a Monza, a Varese, a Bergamo, e invece siamo a Roma”. Crippa, abilissimo oratore, è ora il numero due ai vertici del Carroccio, e con il passaggio di consegne a Toccalini è divenuto il vice segretario nazionale della Lega. Insomma, il vice di Salvini. Qualcuno tra i ragazzi durante la serata scherza, ma non troppo: “Salvini adesso ha un altro problema, aver scelto un delfino che è più bravo di lui”.

Tra una margherita e una vegetariana intervengono gli altri “big” del Lazio. C’è Francesco Zicchieri, coordinatore del Lazio. Molti lo davano ridimensionato dopo la tornata delle Europee, ma da poche ore è di fatto rimasto solo al comando del coordinamento laziale, visto che l’ex Sottosegretario Claudio Durigon è stato incaricato dal leader del Carroccio di sostituire Flavia Cerquoni, area Federico Iadiccicco (ex rampelliano), alla guida del partito nella Capitale. Forse alla base della decisione vi è il livello di difficoltà di una città che non è nata leghista, e dove per far convergere anime e correnti, inevitabilmente presenti, occorreva un uomo di statura. Anche perché la posta in palio, da qui a due anni, è rovesciare il sindaco di Roma Virginia Raggi, insieme ai piddini, che dai banchi dell’opposizione – per alchimie da Prima Repubblica – potrebbero diventare alleati. Alchimie che l’ex ministro Luigi Di Maio ha già suggerito del resto per le regionali umbre. Con quali risultati, si vedrà. Ci sono poi William de Vecchis e Mauro Gonnelli – il primo senatore, il secondo vice coordinatore regionale – cresciuti politicamente a  Fiumicino, vero porto di Roma fino al 1993, quando la cittadina con oltre 80 mila abitanti divenne Comune autonomo. Prende parola per un saluto anche il deputato forlivese Jacopo Morrone, avvocato classe ’83 eletto deputato nel 2018. Poi tanti esponenti in sala, da Fabrizio Santori alla consigliera regionale Laura Corrotti, da Luca Malcotti, uomo UGL, già assessore nell’era Polverini, a Davide Basilicata, sindaco di Fara Sabina. Poi tanti coordinatori e militanti “junior” municipali, i veri protagonisti della serata. Assenti gli esponenti dell’area vicina al consigliere regionale Daniele Giannini, come Ferdinando Urciolo, prima della nomina di Durigon responsabile organizzativo di Roma e ora, probabilmente, esclusi nelle deleghe romane. Sulla provincia, le cui deleghe vengono per il momento assorbite da Durigon, è sospesa anche la guidonense Federica Bianco, avvenente ex attrice e modella, che però i gossip d’area sovranista danno da giorni per “first lady” del delfino di Salvini, Andrea Crippa. Per l’invidia di molti, scherzano alcuni.

Insomma chi era nato per dividere l’Italia sembra averla riunita, in un sovranismo nazionale e sociale, dice un giovane romano alla cena. Mentre per un giovane piemontese arrivato in treno “i giovani romani adesso hanno un grande vantaggio su noi del nord: la presenza dei nostri giovani deputati nella Capitale. È un’occasione che non devono perdere, per costruire questo ambizioso e rivoluzionario progetto per l’Italia. Perché alla fine vince la squadra, mai il singolo”. (L’UNICO)

Francesco Amato