Sanità, Aurigemma (FI): “Settore pubblico e privato al collasso”

Aurigemma dichiara che sia il settore pubblico che quello privato stanno incontrando pesanti difficoltà, dovute principalmente alla politica di tagli e riduzioni portate avanti dal governatore

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“Mentre Zingaretti si limita a tagliare nastri, la sanità è al collasso. Quanto denunciato dall’Ugl non fa che confermare le nostre preoccupazioni. Sia il settore pubblico che quello privato accreditato con il servizio sanitario regionale stanno incontrando pesanti difficoltà, dovute principalmente alla politica di tagli e riduzioni portate avanti dal governatore”. Questo è quanto dichiarato in una nota dal Capogruppo di Forza Italia della regione Lazio e vice presidente della Commissione Salute, Antonello Aurigemma.

“Già nelle settimane scorse avevamo parlato delle problematiche dei lavoratori di Villa Aurora, Villa Fulvia e Karol Wojtyla – prosegue Aurigemma -. Adesso, il quadro è sempre più allarmante. Basti pensare alle nuove procedure di licenziamento per 26 operatori del gruppo Ini, oppure del caso del reparto di riabilitazione pediatrica del San Raffaele Pisana: un’eccellenza della nostra sanità che ha chiuso da ieri e le famiglie, dopo mesi di mancate risposte da parte della regione, hanno occupato il reparto stesso perché aspettano ancora un riscontro da parte del presidente Zingaretti. Peraltro, le ricadute negative riguardano anche il personale, visto che sono 28 i medici e gli infermieri che rischiano il posto di lavoro”.

“Senza dimenticare poi la questione dell’Idi, un fiore all’occhiello della nostra sanità,  – afferma – che corre il pericolo di veder svilito il gran lavoro fatto in questi anni per superare i momenti bui, a causa dei tagli decisi dalla regione. Questo è lo stato della sanità privata convenzionata con la Regione, a cui si aggiungono le solite criticità riguardanti le strutture pubbliche, come le liste d’attesa, il caos nei pronto soccorso e la cronica carenza di personale. Dei disagi e della gravità della situazione se ne sono accorti tutti,  – conclude – tranne il presidente e commissario ad acta, Nicola Zingaretti”.

 

 

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