Sanremo. Dall’Ariston “stuzzicano” Salvini, ma lui ci scherza su

Continuano i riferimenti a Salvini dal palco del 69° Festival di Sanremo. Il ministro dell'Interno, però, ci scherza su con ironia. "Parlano sempre di me, potevano invitarmi per una cantatina", scrive a corredo di un suo selfie davanti alla televisione lanciato sui social.

Mentre il leader della Lega Matteo Salvini è impegnato con la campagna elettorale per le elezioni regionali in Abbruzzo, a Sanremo si sta svolgendo il 69° Festival della Canzone Italiana, per la seconda volta con la direzione artistica di Claudio Baglioni. Quella di quest’anno è però un’edizione del Festival di cui Salvini, involontariamente, è stato reso “protagonista”. Già dalla prima conferenza stampa, nella quale Baglioni l’aveva tirato in ballo per la questione dei migranti, parlando di “un Paese incattivito, rancoroso, nei confronti di chi non è piacevole”. Polemica alla quale Salvini aveva risposto con un ironico “Canta che ti passa” e che poi, secondo quanto hanno dichiarato entrambi, è stata chiarita con una telefonata. E poi martedì, alla prima serata del festival, il monologo di Claudio Bisio aveva fatto discutere. Allora, però, Salvini non aveva risposto, pubblicando solo un video di una sua esibizione canora sulle note di “Albachiara“, ammettendo, ironicamente, di non essere pronto per Sanremo.

Ma altro giro altra corsa. Alla seconda serata, sono stati i pugliesi Pio e Amedeo a riportare alla ribalta le polemiche su Salvini. Infatti, i due consigliano al cantautore romano “una strategia” per tornare all’Ariston anche l’anno prossimo: “Devi leccare il culo a tutti! In Italia funziona così, devi essere servile”. Allora il duo ha lanciato alcune battute sulle ceste natalizie da spedire ai vari politici: a tutti, anche a quelli che non si vedono più perché “la politica è come la moda, tutto torna”, al PD, di cui hanno lanciato la possibilità di mandarle “agli elettori, che tanto sono meno dei candidati”, e a Berlusconi. Quindi i due sono arrivati anche alla Lega, e hanno fatto notare al direttore artistico del Festival di avere tutte le carte in regola, scherzando su alcune caratteristiche di Baglioni che potrebbero alludere al Carroccio. “Hai fatto il tour con Morandi… Come ti chiamavi tu? Maresciallo coraggioso? Colonnello coraggioso? No, capitano coraggioso… come quello là”, hanno cominciato. “Hai fatto lo spot per Sanremo? E come l’hai fatto? Vestito da vigile, con la divisa”, hanno poi continuato riferendosi evidentemente all’abitudine del vicepremier di indossare le divise della polizia. E poi sono tornati più direttamente sulle polemiche: “Tranquillo, tanto lui prima ti dice peste e corna ma poi, dopo due o tre anni ti ama. Con noi meridionali ha fatto la stessa cosa”. “Se fai come noi non ti boicottano, perché se qua parli troppo poi succedono le cose spiacevoli – hanno continuato –. E a proposito: salutiamo un amico che non c’è più… Ciao Massimo Giletti, che ci guardi da La7”. Il riferimento è al noto conduttore che qualche anno fa lasciò il servizio pubblico per passare alla televisione di Cairo. A questo punto Pio e Amedeo hanno sottolineato al direttore artistico la presenza di soli ospiti italiani, e l’hanno provocato: “Prima…”. E la risposta di Baglioni: “Gli italiani”. Quindi i comici, che comunque non le hanno risparmiate a nessuno, hanno concluso il loro monologo in maniera più seria, augurando “il meglio a tutti quelli che prendono delle decisioni importanti” e, citando “Uomini persi” di Baglioni, hanno invitato tutti a non tifare per una parte o per l’altra, ma affinché si calmino le acque. Come suo solito, Salvini ha risposto con leggerezza alle provocazioni. E sui suoi social network ha pubblicato un selfie davanti alla televisione scattato proprio durante il monologo del duo pugliese, commentando: “Evviva Sanremo… Visto che parlano sempre di me, mi potevano almeno invitare per una cantatina!”.

Qualche battuta sul governo, sebbene più velata, è arrivata anche ieri sera dal comico romagnolo Paolo Cevoli. “Chiedo scusa alla politica italiana – esordisce, spiegando di aver dismesso i panni dell’assessore Palmiro Cangini e presentandosi sul palco con un “trombofono” – perché modestamente la mia ignorantezza non arriva alla sua”. Quindi, parlando del televoto ma alludendo, evidentemente, alle elezioni politiche, dice: “Le mie zie si sono sbagliate a votare e hanno chiesto se si può prendere dal calderone il loro voto. Perché – spiega nello sketch con Bisio – loro sono state sempre abituate a votare in un modo, ma stavolta hanno detto “Dai, votiamo questi nuovi”, ma hanno visto che è una pataccata e allora vorrebbero cavare il loro voto”. E proprio ieri sera, sui suoi social, il ministro dell’Interno ha condiviso un altro post sanremese. Tra un comizio e l’altro in Abbruzzo, infatti, Salvini ha lanciato un’occhiatina al Festival e, proprio nel momento in cui il direttore artistico ha cantato “E tu…“, ha pubblicato un altro selfie da Rivosondoli. Commentando, però, stavolta: “Eccolaaaaaaa! “Accoccolati ad ascoltare il mare, quanto tempo siamo stati, senza fiatare…”. Ora posso addormentarmi tranquillo”.

Insomma, un Festival che, già dall’anno scorso, ha riportato al centro la musica italiana, ma che non è più solo un concorso canoro. La kermesse sanremese, infatti, è ormai l’asset strategico principale della televisione di stato, e, come tale, ha dovuto assumere anche il format del grande show di prima serata, capace di raccogliere un paniere di milioni di spettatori. E la presenza anche di comici che, con pungente ironia e salace irriverenza, lanciano uno sguardo da punti di vista differenti non stona. E quindi ci sta anche che venga tirato in ballo il ministro dell’Interno. Questa sera sarà la volta dei duetti e domani la finale. Vedremo quello che succederà. (L’UNICO)

Francesco Amato