Scuola Case e campi, Procura chiede archiviazione

L'esposto era stato presentato dai leghisti Fabrizio Santori e Riccardo Corsetto. Intanto è giallo sui documenti antisismici 'introvabili' dal Dipartimento e al Genio Civile. Il presidente del XV Municipio Simonelli annuncia: risultati prima fase di indagini sarà pubblicata la prossima settimana

Che ne è della scuola Case e Campi? Ricordate il plesso scolastico sulla Cassia, in zona Giustiniana, nel comprensorio di via Carlo Gherardini? Migliaia di metri cubi (un quartiere di circa 800 residenti) frutto della convenzione tra Roma Capitale e un cartello di costruttori. A Ottobre, l’istituto, che ospitava un centinaio di bambini della scuola materna, era stato evacuato per crepe nei solai e nei muri. L’edificio era tra le opere a scomputo che il costruttore doveva consegnare al pubblico in compensazione dell’autorizzazione a costruire. Una scuola collaudata dal centrodestra e inaugurata dal centrosinistra nel 2014. Ma dichiarata inagibile dopo appena 4 anni. Con 100 bambini evacuati. Costruita secondo quanto denunciato dalla Lega e ripreso da il Fattoquotidiano.it su un canale tombatoMa secondo la Procura di Roma, non ci sarebbero responsabilità di rilievo penale. Il Pubblico ministero Maria Bice Barborini ha rilevato – in una richiesta di archiviazione anticipata dal sito di informazione L’Unico che – “dall’informativa della Polizia di Roma Capitale emerge che gli accertamenti svolti in merito a quanto segnalato nell’esposto con riferimento alla scuola materna sita in via Carlo Gherardini n. 69 non hanno portato a rilevare alcuna responsabilità penale.”

L’esposto era stato depositato dagli esponenti leghisti Fabrizio Santori e Riccardo Corsetto, segretario della sezione Ponte Milvio.

Il ‘GIALLO’ DEI DOCUMENTI PERDUTI. “DOVE SONO LE CERTIFICAZIONI SISMICHE?”

Il documento della Procura che “allertava” sui problemi statici dell’edificio e pubblicato dalla Sezione Lega di Ponte Milvio. Oggi però sul caso pende una richiesta di archiviazione

Subito dopo l’evacuazione della scuola, il Municipio XV di Roma Capitale, nella persona del presidente Stefano Simonelli aveva annunciato l’avvio di perizie tecniche atte ad accertare l’evoluzione delle crepe e delle fessurazioni. A dieci mesi dal cedimento però ancora non si conoscono gli esiti delle perizie e secondo quanto appreso da fonti coinvolte nel procedimento mancherebbero al dipartimento e al Genio civile alcuni documenti tecnici utili per le indagini tecniche.

L’Unico ha sentito il Presidente pentastellato Stefano Simonelli: “La prima macro fase delle suddette attività vedrà la sua conclusione nell’arco della prossima settimana così da avere i dati relativi all’evoluzione delle fessurazioni. A seguire – ha proseguito il presidente – sulla base dei suddetti dati sarà effettuata la verifica sismica.”

Alcuni documenti tecnici che i costruttori per rispettare la normativa nazionale sulla sicurezza degli edifici pubblici avrebbero dovuto depositare al Dipartimento comunale competente e al Genio Civile. 

La presidenza del Municipio ha dichiarato al nostro giornale che alcune “attività inerenti la verifica sismica sono necessarie in quanto, al momento, non è stata reperita la documentazione richiesta al Genio Civile.”

I leghisti Fabrizio Santori e Riccardo Corsetto

Riccardo Corsetto, Sezione Lega Ponte Milvio – ha commentato la notizia della richiesta di archiviazione: 

“Apprendiamo con delusione la richiesta di archiviazione sul caso dei cedimenti alla scuola materna Case e Campi di via Gherardini sulla Cassia.”

“Non stiamo cercando per forza dei colpevoli, ma vogliamo capire perché un’opera a scomputo d’interesse pubblico come è sicuramente una scuola materna comunale duri appena la bellezza di 4 anni prima di sbriciolarsi sui banchi dove studiano e giocano dei bambini piccoli.

“Forse chi chiede di archiviare potrebbe attendere l’esito delle perizie tecniche che non risultano concluse. La fretta fa i gattini ciechi. Oggi abbiamo una scuola comunale inagibile e vuota. E’ interesse di tutti capire perché nel 2019 avvengano queste cose nella Capitale d’Italia.”

Francesco Amato