Scuola Case e Campi, c’è chi denuncia da dieci anni: “Fondazioni sopra falda acquifera”

Che la scuola fosse a rischio era scritto anche in un provvedimento della procura di Roma del 2009. Il PM chiedeva interventi urgenti di bonifica per "l'incolumità pubblica". La testimonianza degli abitanti: "Durante le trivellazioni l'acqua zampillava dal terreno"

La scuola materna di via Carlo Gherardini, nel consorzio Case e Campi della Cassia, evacuata per rischio crollo tre settimane fa dai Vigili del Fuoco, “è stata acquisita dal Demanio Comunale un anno e quattro mesi prima di essere collaudata”. Tecnicamente, secondo gli esperti, è sufficiente il collaudo provvisorio per poter effettuare le procedure di acquisizione di un immobile, ma adesso la vicenda potrebbe prendere una piega politica. Chi comprerebbe mai un immobile senza prima essere sicuri che sia perfettamente a norma? E’ la domanda che in tanti si pongono, e la risposta è che il Comune di Roma lo ha fatto.

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ESCLUSIVO. Sapevate che la scuola materna di via Gherardini nel consorzio Case e Campi della Cassia, evacuata per…

Pubblicato da Lega con Salvini Roma Nord – Sezione Ponte Milvio su Domenica 18 novembre 2018

In un video apparso sul gruppo Facebook della Lega con Salvini di Ponte Milvio, il segretario della Sezione Ponte Milvio della Lega con Salvini, Riccardo Corsetto, intervista Roberto Marini, ex ufficiale di Marina in pensione, che ha dedicato gli ultimi dieci anni alla vicenda, investendo la magistratura e gli enti competenti perché da sempre convinto che il terreno su cui si stava costruendo era poco adatto ad ospitare quella scuola materna. C’è una lettera indirizzata anche al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, risalente al 2011, sette anni prima della recente evacuazione disposta dai vigili del fuoco che ha visto 100 bambini tra i 3 e i 5 anni restare senza aule.

La struttura scolastica, racconta Marini nell’intervista, è stata costruita sopra la falda del Fosso dell’Acqua Traversa, ma inizialmente doveva essere costruita in un’altra area. Altro elemento controverso riguarderebbe i costi dell’opera: lievitati da un milione e mezzo in preventivo a 4,5 milioni. Nonostante si trattasse di un’opera offerta dai costruttori privati in cambio di cubatura nel parco dell’Insugherata, la convenzione prevedeva comunque un contributo pubblico alle opere di urbanizzazione. Sul rischio idrogeologico c’era stato un provvedimento della Procura di Roma, che nel 2009, aveva incaricato un geologo d’ufficio e chiesto una bonifica adeguata a salvaguardare “la pubblica incolumità.” (L’UNICO)

Lara Morano