Sea Watch. Oggi lo sbarco a Catania. Salvini: “Sigilleremo acque territoriali”

Approdata a Catania la nave Sea Watch, da 5 giorni al largo di Siracusa in attesa di indicazioni sullo sbarco. Ieri l'accordo con l'Ue e oggi lo sbarco nel capoluogo etneo. Dall'hotspot di Messina saranno quindi smistati nei vari paesi europei. Salvini e Toninelli, intanto, annunciano la chiusura delle acque territoriali italiane.

L’aveva annunciato ieri il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Lo sbarco dei migranti a bordo della Sea Watch sarebbe avvenuto a breve, poiché era stato raggiunto un accordo con otto paesi europei che hanno manifestato la propria disponibilità ad accoglierla: Germania, Francia, Malta, Lussemburgo, Romania, Portogallo, e, in seguito, anche Spagna e Lituania. I “Paesi amici”, li ha chiamati il premier. In effetti, ultimate le operazioni burocratiche e dato il consenso all’approdo, la nave ha puntato la prua verso nord, per raggiungere il molo di Levante del porto di Catania.

Lo sbarco era cominciato in mattinata, e i 47 migranti hanno abbandonato la nave tra gli applausi dei soccorritori e, una volta a terra, si sono lasciati andare in un abbraccio liberatore. I primi a scendere sono stati i 15 minorenni, che sono stati accompagnati in una comunità di accoglienza nel capoluogo etneo e per i quali sarà immediatamente nominato un tutore legale. I maggiorenni, invece, a bordo di un autobus, sono stati condotti all’hotspot di Messina, dove rimarranno in attesa delle operazioni di riconoscimento e del trasferimento verso i Paesi europei che hanno accettato di riceverne una quota. “Le loro condizioni fisiche non destano particolare preoccupazione. Sicuramente il problema più importante è quello psicologico di persone che per giorni sono stati a bordo in attesa”, ha riferito il presidente regionale della Croce Rossa Luigi Corsaro. “Ci hanno chiesto dove fossero – ha aggiunto –. Abbiamo mostrato una cartina e detto loro che erano a Catania, con i nostri mediatori”.

La nave aveva ricevuto l’indicazione del porto già ieri pomeriggio, ma la partenza ha dovuto essere ritardata per un guasto al sistema di ancoraggio riparato nella notte. Dalla nave hanno richiesto, quindi, di posticipare la partenza di qualche ora per concedere all’equipaggio un tempo di riposo, ma la Capitaneria di Porto di Siracusa ha dato ordine di immediata partenza, e quindi, scortata da due motovedette della Finanza, la Sea Watch 3 si è diretta verso il porto etneo. Sulla nave, concluso lo sbarco, sono salite la Guardia di Finanza, la Squadra Mobile e la Capitaneria di Porto, coinvolte, dalla Procura di Catania, in indagini di routine, per eseguire accertamenti amministrativi e l’identificazione di eventuali scafisti. Sembra escluso, al momento, il sequestro della nave, per i quali tanto il ministro dell’Interno Matteo Salvini quanto il collega alle Infrastrutture Danilo Toninelli si sono detti d’accordo.

Inevitabilmente la questione ha portato con sé non pochi risvolti politici. Innanzitutto la stessa ong tedesca, in un tweet, ha manifestato qualche perplessità sula scelta, da parte del Viminale, del porto di Catania per l’approdo. “Dobbiamo andare a Catania. Ciò significa che dobbiamo allontanarci da un porto sicuro, verso un porto dove c’è un procuratore noto per la sua agenda sulle ong che salvano in mare – scrivono dalla Sea Watch –. Se questa non è una mossa politica non sappiamo cosa sia. Speriamo per il meglio ma ci aspettiamo il peggio”. In effetti, il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro aveva già chiesto l’archiviazione dell’indagine per le accuse rivolte a Salvini riguardo alla Diciotti ed era stato il primo ad avviare un’inchiesta sulla presunta complicità tra ong e trafficanti. Il collega di Siracusa Fabio Schiavone non ha rilevato la sussistenza di reati a carico del comandante della Sea Watch, ma il testimone passa adesso a Zuccaro e il comandante e l’equipaggio saranno sentiti nelle prossime ore dalla Procura di Catania. E un nuovo esposto è stato presentato contro Salvini presso la Procura di Siracusa. L’accusa è la stessa della Diciotti: sequestro di persona. Ad inviarlo è stata l’associazione “Lasciateci entrare” e un gruppo di avvocati del Legal Team Italia.

Salvini e Toninelli, intanto, accusano le presunte irregolarità commesse dalla Sea Watch. “Mentre gli altri chiacchierano e denunciano, rivendico la linea della fermezza di questi giorni (che tanti insulti mi ha portato) e l’obiettivo raggiunto”, commenta intanto su Facebook il leader del Carroccio. “Ai tempi del Pd l’Italia accoglieva tutti senza fiatare, ora invece otto Paesi europei dovranno farsi carico degli immigrati della Sea Watch – aggiunge –. Spero però che qualche giudice prenda in considerazione le ripetute irregolarità di questa Ong”. Il numero uno del Viminale, inoltre, manifesta dispiacere per “l’assoluta mancanza di collaborazione del governo olandese, nonostante lo yacht (perché così è registrato in Olanda) usi la loro bandiera” e annuncia di essere al lavoro con il collega Toninelli “per risolvere definitivamente il problema, sigillando le acque territoriali italiane alle navi sgradite come quelle delle Ong“. Toninelli, però, ai microfoni di Radio anch’io, precisa che “non si tratta di un blocco navale”, ma solo di un atto “per ordine pubblico”. (L’UNICO)