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di SIMONE ROSCEINI (L'UNICO)-Match point fallito. La solita, debole, ingenua, distratta Lazio non va oltre l'1-1 in casa contro un Lecce mai remissivo e molto più in forma e aggressivo di molte squadre di Serie A che al momento lottano, come i biancocelesti, per traguardi più prestigiosi della salvezza.
Eppure il match, tra mille difficoltà, e forse immeritatamente, la Lazio l'aveva in pugno. Il gol di Matuzalem, autore di una prova sensazionale, a dieci miuti dal termine, grazie a quale i ragazzi di Reja sbloccavano la partita, tesissima e in bilico per tutti e 90 minuti, aveva messo in guai seri il Lecce, immischiato in una lotta salvezza agguerrita e un po' pazza, e in una posizione tranquillissima in chiave terzo posto i biancocelesti che avrebbero potuto, e dovuto, approfittare degli stop di Udinese e Inter e della debacle in cui sarebbe incappata poche ore dopo la Roma contro la schiacciasassi Juventus. Invece di tenere palla e adormentare il gioco, era la Lazio che si addormentava e lasciava campo al Lecce, che, sfruttando le continue ripartenze sbagliate dei biancocelesti che tentavano affondi e verticalizzazioni cercando il colpo del 2-0, pareggiava al 90' con Bojinov, che dopo un batti e ribatti in mischia, scaravetava in rete con la rabbia di chi vuol dimostrare di valere ancora molto dopo anni in chiaroscuro in giro per il mondo, un pallone su cui Marchetti non poteva far niente a parte deviarne leggermente la traiettoria.
Gli ultimi 10 minuti di partita hanno reso evidenti, se mai qualcuno ancora non se ne fosse accorto, i limiti di una squadra che nonostante i continui infortuni e crolli inspiegabili , è ancora li al terzo posto a guidare un gruppetto di 5 squadre che tra alti e bassi, stanno dado vita a una lotta Champions elettrizzante ma che mette in mostra come il livello del nostro campionato sia calato paurosamente rispetto allo scorso anno, dove a quest'ora il Napoli, e che Napoli, aveva ben saldo tra le mani il Terzo posto e L'Udinese continuava la sua marcia verso il quarto posto a una media che definire scudetto sarebbe riduttivo trascinata dai 29 gol di Di Natale e dal talento del Nino Maravilla. Dunque, il gol di Bojinov, che ha dato il via alla incontenibile esultanza di Serse Cosmi, ha ridato speranza anche alle deludenti Inter e Roma per quanto riguarda il discorso Champions. La squadra di Stramaccioni, ancora imbattuto alla guida dei nerazzurri dopo 4 partite nelle quali ha totalizzato 8 punti, non è andata oltre uno scialbo 0-0 contro la Fiorentina che ha anche sbagliato un rigore con Ljajic, gettando all'aria l'opportunità di superare la Roma che nel posticipo serale è riuscita a farsi asfaltare dalla Juventus, sempre più prima, in meno di un tempo, sciantata dalla doppietta di Vidal e dal gol su ribattuta, dopo che Curci gli aveva parato un rigore, di Pirlo. In dieci per l'espulsione di Stekelenburg in occasione del rigore e senza grinta, la Roma ha giocato un secondo tempo peggiore del primo nel quale ha anche suito il quarto gol ad opera di Marchisio. Chissà, viene da chiedersi, quante volte Reja, imprecando, avrà ripensato a quel gol subito al 90' da Bojinov mentre vedeva il posticipo.
Mercoledi a Novara, contro una squadra ormai spacciata, una vittoria potrebbe significare tranquillità almeno per un altro paio di partite che nel rush finale la Lazio potrebbe anche permettersi di on vincere, sfruttando gli scontri diretti tra le concorrenti. Tornerà Mauri dopo la squalifica ma non ci sarà Hernanes per infortunio, un Hernanes il cui contributo alla causa ultimamente è vicno allo zero. E allora avanti cosi, non fa niente, i biacocelesti ci credono, arrivati a questo punto non potrebbero fare il contrario,e poco importa se i lungodegenti Klose e Lulic rischiano di stare fuori altre due partite ciascuno,quello che importa è dare tutto a Novara e elle partite successive per raggungere una Champions che per impegno e carattere messi sul campo i biancocelesti si stano meritando. (L'UNICO)
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