Telecamere negli asili e nei centri diurni. On. Annagrazia Calabria (FI): “Tuteliamo gli indifesi e gli operatori diligenti”

Dopo quanto è accaduto in una scuola materna di Ariccia, l'Onorevole Annagrazia Calabria (Forza Italia), sollecita il Governo a far diventare presto legge la sua proposta di installare la videosorveglianza in asili, case di riposo e centri per disabili, in un'ottica di tutela verso i più deboli ma anche verso gli operatori del settore che lavorano diligentemente. Il provvedimento si articola in due obiettivi: formazione e sensibilizzazione del personale, e contrasto a episodi di violenza attraverso l'uso delle telecamere come deterrente

Dopo l’ennesimo caso di maltrattamenti sui bambini da parte delle maestre, la videosorveglianza diventa sempre più un’emergenza, anche soltanto come deterrente per evitare che la storia possa ancora ripetersi. Quanto è accaduto qualche giorno fa in una scuola materna di Ariccia non è purtroppo un caso isolato, e le colpevoli sono state smascherate proprio dalle telecamere, una misura adottata non ancora in tutta Italia. L’onorevole Annagrazia Calabria (Forza Italia) è prima firmataria di una proposta di legge già passata alla Camera, adesso al vaglio in Senato, con la quale si richiede la videosorveglianza in tutti gli edifici che ospitano categorie fragili: bambini, anziani e disabili. “L’approvazione di questa proposta di legge è un obiettivo di responsabilità e di civiltà – dichiara la deputata – il legislatore, di fronte a queste scene orribili, ha l’obbligo di responsabilità, non può girarsi dall’altra parte o abdicare al suo ruolo di rispondere ai bisogni dei cittadini“. Nell’aula della Camera, la proposta di legge è stata votata da tutto il Centrodestra ma anche dai Cinquestelle, mentre rimangono dissidenti i partiti di sinistra parlando di lesione alla privacy. “E’ una norma di buon senso – continua la Calabria – che si avvale di due modalità di contrasto a queste condotte criminose: da una parte la prevenzione, e infatti abbiamo insistito molto sulla formazione e sensibilizzazione del personale preposto a occuparsi dei più deboli, e dall’altra il controllo. Nessuna lesione della privacy, anzi uno strumento in più in aiuto alle Forze dell’Ordine che potranno, in fase di procedimento penale, trovare i colpevoli di un eventuale abuso, e dico eventuale proprio perché noi sappiamo che la stragrande maggioranza di maestri o di infermieri compie il proprio lavoro con passione, professionalità e amore. Si tratta di uno strumento che vuole essere anche una tutela in più per le persone accusate ingiustamente. Dobbiamo restituire ai cittadini la fiducia nella politica rispondendo concretamente a quelli che sono i loro reali bisogni“.

Lara Morano