Vadena, in Trentino Alto Adige, un comune madrelingua italiana che convive con la cultura tedesca. Ce ne parla il sindaco Alessandro Beati

La parola ai sindaci. Come si vive nei paesi piccoli che confinano con importanti realtà nell'estremo Nord Italia? Vadena, a pochi passi da Bolzano, fa parte di quei 6 comuni su 116, dove la madre lingua è l'italiano. Ordine, pulizia, decoro, e profonda attitudine al lavoro, soprattutto quello rurale, che danno come risultato un paese vivo, cresciuto negli anni in termini di servizi, reso speciale dalla fusione con la cultura tedesca che conferisce un accentuato senso di precisione. Ne parla il primo cittadino Alessandro Beati

Vadena è un paesino che conta poco più di mille abitanti, situato a 10 km a sud di Bolzano, che vive principalmente di attività rurali e di turismo, per la bellezza dei suoi paesaggi squisitamente nordici dove ordine e pulizia regnano sovrani. Alessandro Beati, sindaco dal 2005, racconta le emozioni che si provano a essere il primo cittadino di una realtà semplice e impegnativa allo stesso tempo, proprio perché per semplificare la vita ai propri abitanti, è il sindaco a sacrificare tempo ed energie, a volte anche in misura eccessiva. “Sicuramente richiede impegno e passione, ma se fai il sindaco ti viene naturale – spiega Beati – i miei concittadini hanno tutti il mio numero di telefono personale, cosa che permette loro di raggiungermi a qualsiasi ora per espormi richieste e problematiche“.

La vicinanza con Bolzano è un arricchimento che non offusca l’identità del paese, che registra in autonomia 30.000 pernottamenti ogni anno per visite turistiche. “Uno dei nostri punti di forza è la coltivazione della mela, un classico del Trentino – continua il sindaco – sono molti i pendolari che si spostano su Bolzano per lavoro, ma in tutti questi anni di mandato mi sono adoperato per incoraggiare le persone a rimanere qui il più possibile, pur lavorando fuori. Attraverso la realizzazione di servizi che prima mancavano si rafforza il senso di appartenenza, una cosa molto importante per tutti noi“.

Dalla realizzazione dell’asilo nido alla creazione di una sede per i Vigili del fuoco, Alessandro Beati racconta con soddisfazione i risultati ottenuti grazie anche all’impegno di chi ha creduto in lui e lo ha aiutato a trasformare il comune, dandogli la fisionomia attuale. “La tradizione dei vigili del fuoco è fortissima – commenta – , e volevo che ci fosse un corpo volontario anche nella mia città. Siamo partiti da zero, e adesso, dal 2018 vantiamo una struttura con 4 mezzi, una barca in caso di alluvioni, un gruppo giovanile e 23 volontari“.

Un paesino piccolo ma con tante cose da insegnare, dove la convivenza tra due culture, italiana e tedesca, diventa uno scambio che genera crescita. “In tutta la zona, su 116 comuni, soltanto 6 siamo di madrelingua italiana – spiega il primo cittadino – , Vadena ha il 60% degli abitanti di provenienza italiana e il restante 40% tedesca, ma io sono il sindaco di tutti, di conseguenza parlo ovviamente entrambe le lingue e cerco di comportarmi da buon padre di famiglia. La cosa bella di questa convivenza è che il risultato è di avere la precisione tedesca unitamente all’esuberanza italiana, ed è una cosa bellissima“.

Con questa vocazione, nasce nel 2015 il coro dei sindaci dell’Alto Adige, Bürgermeisterchor – Cor di Ombold, fondato proprio dal sindaco Beati, unico coro di sindaci esistente (almeno in Italia). “Il nostro repertorio è rigorosamente trilingue: italiano, tedesco e ladino in rappresentanza dei tre gruppi linguistici della nostra Provincia – precisa –  Il Coro ha un significato simbolico molto importante: l’unione e la collaborazione dei tre gruppi linguistici nel rispetto delle relative identità e la musica corale, che in Alto Adige – Südtirol è molto diffusa e praticata, in questo senso aiuto molto. Visti gli impegni le prove sono poco più di dieci all’anno e ci esibiamo in occasioni istituzionali, ci piacerebbe molto trovare un’occasione per esibirci al nostro Presidente della Repubblica.

Per concludere, a Vadena il consiglio comunale è composto da 15 membri, di cui 8 rappresentano la maggioranza, dove non ci sono particolari diatribe, e nemmeno una vera e propria opposizione, ma principalmente un pensiero unico per il bene del piccolo Comune. “Tra un anno termina il mio mandato, e per legge non posso ricandidarmi più – conclude Alessandro Beati – ma desidero lasciare un’eredità di sentimenti e di obiettivi a chi verrà dopo di me. Il ruolo del sindaco non è facile, ma non è facile nemmeno separarsene completamente, perché lo senti, fa parte di te. Siamo il collegamento diretto tra il cittadino e le istituzioni, lottiamo ogni giorno con una burocrazia che di anno in anno peggiora la qualità della vita e rallenta anche il nostro lavoro, ma nonostante questo facciamo tutto con profondo senso di responsabilità e rispetto del nostro ruolo“.

Lara Morano