Loro 1 di Paolo Sorrentino: un film inutile

Il film di Sorrentino su Berlusconi è una bruttura inenarrabile e riesce in un’unica mitica impresa: consegnare a Toni Servillo, il più grande attore italiano, la più inutile interpretazione della sua carriera. Degna del Bagaglino di Pingitore, che però non aveva pretese estetiche

Riccardo Corsetto

Mi sento in colpa. Ieri sera ho trascinato mia moglie al cinema Adriano. “Non mi va, fa dei film noiosissimi quel Sorrentino”, la sua risposta. Noiosi o no, si tratta dell’ultimo regista premio Oscar italiano, che esce peraltro con un film su LUI, non si può mancare. “Bisogna assolutamente vederlo” la mia replica secca.

Perché? Per almeno due motivi: farsi un’idea, giusto per non trovarsi impreparati a qualche cena mondana alla Jep Gambardella, dove qualche radical chic tirerà fuori l’immancabile Sorrentino. L’altro motivo è che ho preso parte a una scena (tagliata) dell’ultima fatica del regista. Fui fermato la primavera scorsa da un fotografo della produzione Indigo Film che cercava “volti per il nuovo film dell’autore del Divo”, e per assoluta vanità mi prestai.

Credei di essere davvero considerato per una parte che sforasse il minuto, con grande lievitazione del mio narcisismo e invece l’esperienza si rivelò una sonora fregatura. E come me centinaia di comparse prese per l’ego, che mi fecero capire quanto in molti di noi, ci sia in fondo una prostituta.  Fui stipato tra migliaia di comparse tagliate, dando un giorno intero di lavoro in cambio del freddo invernale di una Tivoli ricostruita a mò di L’Aquila terremotata e settanta euro di “cachet”. Ero stato chiamato per interpretare un giornalista-cameraman, almeno così aveva detto una suadente collaboratrice di produzione al telefono. Finii invece per fare l’ombra di una comparsa in una scena panoramica in cui sarà impossibile distinguere il mio volto dai pixel dello schermo. La cosa davvero deprimente, a parte la tendopoli di scena che riecheggiava il dramma de L’Aquila, è che con me c’erano centinaia di comparse, sui cui volti era incisa la stessa delusione. Per un momento mi è sembrato che Sorrentino fosse divenuto LUI, e noi altri comparse, delle volgarissime olgettine afferrate per la puttana che è dentro ogni individuo.

Ma ora veniamo al film “Loro 1”. Premetto che di Sorrentino fino a ieri mi piaceva solo “Le conseguenze dell’amore” e il “Divo”. E dopo la visione di “Loro”, anche. Della Grande Bellezza è valida Roma e quella frase in cui Jep ammette di aver scoperto, da bambino, di essere uno scrittore perché attratto, a differenza dei coetanei, dall’odore della casa dei vecchi piuttosto che dalla fessa. Questo un po’ me lo rende simpatico e parente.

Devo dare ragione a mia moglie. Il film Loro 1 è una “cagata pazzesca” come direbbe il ragionier Fantozzi,  che supera la noia, perché la noia, moraviamente, ha sempre avuto per un decadentista come il sottoscritto, una sua carica estetica ed erotica (non sapete quanto ami annoiarmi davanti a un Blow Up di Antonioni… noia esaltante), mentre il film di Sorrentino su Berlusconi, è solo una merda inenarrabile e riesce in un’unica mitica impresa: consegnare a Toni Servillo, il più grande attore italiano, la sua più inutile interpretazione, che nel suo lungo curricula mancava. Interpretazione utile e significativa come una caricatura di quelle che si trovano di Berlusconi a Piazza Navona. Davvero un insulto all’intelligenza dello spettatore. Un concentrato di luoghi comuni da rendere inspiegabile lo sforzo economico di una produzione cinematografica (20 milioni di euro!). Si converrà però che a un premio Oscar sia concesso tutto. E che il richiamo e l’attesa di un film di Sorrentino su un personaggio come Berlusconi basti a giustificare anche lo stupro del pubblico.

Suggerisco una cosa: evitatelo se siete in tempo. E’ un film talmente inutile che non andrò a vedere il seguito. Non per protesta ma per autoconservazione. E devo ammettere ancora una volta che mia moglie aveva ragione. Sorrentino ieri era da evitare come un sinistro stradale. Insomma, si può benissimo vivere nella beata ignoranza. Non sapere cosa dire dell’ultimo film di Sorrentino alla prossima “grande cena” può essere un vanto.

riccardo.corsetto@gmail.com