25 Settembre, festa della liberazione dalla Sinistra

Diagnosi di un caso clinico: Pd affetto da antifascismo allucinatorio e misoginia femminista

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Giorgia Meloni
di Riccardo Corsetto (da ilCandido di Ottobre)
Direttore responsabile L’UNICO

Il 25 aprile, festa di liberazione nazionale offuscato per sempre da una nuova “liberazione”: quella del 25 settembre 2022, che resterà nella storia delle campagne elettorali come festa di liberazione degli italiani da 70 anni di dominazione morale e intellettuale della sinistra.

7 milioni di italiani hanno votato senza turarsi il naso nonostante l’odore del lettamaio: un infuso di fango e disonestà intellettuale shakerati a servire quel cocktail di anti-fascismo allucinatorio che gli italiani si sono guardati bene dal bere. Volevano farci sputare il sangue alla fine lo hanno sputato loro.
La campagna anti Meloni di Letta e del Pd del resto è stata la migliore alleata di Fratelli d’Italia. La loro misoginia femminista, in cui le donne son donne solo se son le loro, si è ritorta contro.
Ricordate i due pesi e le due misure usati con Mara Carfagna, soubrette divenuta ministra chiacchieratissima, ma solo fino a quando non passo’ alla parrocchia giusta? Smise di essere “ministra calda” e diventò “minestrina riscaldata”, e dopo averle dato per anni della “puttana” infine la fecero santa. Perché loro le donne le giudicano a “terga” alterne. E se ti chiami Serracchiani sei quota rosa, ma se ti chiami Meloni sei quota rozza. Così la Ferragni è “influencer” e la Pausini infoiata.
Enrico da Parigi il “Sereno” ha tentato così invano la seconda scalata a Montecitorio, cercando di salire non scalando ma “sculando”, come quando divenne premier senza alcuna investitura popolare, unto del Signore, dal Nazareno, si direbbe! Ha lasciato i suoi studenti a Parigi per venire a Roma a tentare il colpo senza uno straccio programma e solo per il disimpegno paraculo di Zingaretti che gli ha lasciato campo largo. Ma tra campi rom e campi larghi, Enrico si è perduto senza avere il filo di Arianna per ritrovarsi. Anche perché Arianna stavolta è la sorella di Giorgia.
Al Nazareno ormai lo chiamano amabilmente Enrico il Sereno Variabile, tanto c’è rimasto male. Voleva cantare Bella Ciao, ma gli hanno suonato Bello Ciaone.
Sette milioni e trecento mila italiani sono usciti per sempre dalle fogne, come i sorcini di Renatone meno-di-Zero.
Del resto se usi lo slogan “Scegli” devi dare anche idee e programmi credibili.
Ma gli italiani chiedono lavoro, pane e bollette eque, dopo due anni di pandemia, 300 giorni di guerra e speculazione internazionale, mentre questi offrivano antifascismo allucinatorio, strampalati diritti creati dal nulla, reati di opinione illiberali (vedi Zan), reati già presenti sul codice penale e tasse simili a prelievi su anemici. Adesso si scannano per la leadership di un partito dove i candidati alla segreteria sono più numerosi delle idee.
Il popolo italiano ha giustamente “Scelto”. Enrico vai a quel Paese, la Francia. Biglietto di solo ritorno. E racconta ai tuoi studenti e agli amici dell’Asse Franco-Tedesco che in Italia è finita la pacchia.
riccardo.corsetto@gmail.com

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