Crollo Acilia, proseguono le indagini. Bombole non autorizzate e abusi tra le possibili cause

Gli inquirenti sono alla ricerca di eventuali bombole non autorizzate e abusi edilizi, considerate tra le possibili cause del disastro. La procura ha aperto un'inchiesta per disastro e omicidio colposo, al momento procedendo contro ignoti. Sono già stati ascoltati alcuni testimoni, tra cui la famiglia di cingalesi che abitava nell'edificio

Continuano le indagini sull’esplosione di Acilia: si cercano bombole del gas non autorizzate, allacci abusivi, costruzioni non a norma e il materiale di uno studio dentistico. Ieri, sotto le macerie nell’area sottoposta a sequestro, è stata ritrovata dalle forze dell’ordine una bombola del gas piena, di quelle di uso domestico, probabilmente utilizzata dalla famiglia cingalese che viveva al piano superiore dell’edificio.

L’ipotesi più accreditata per gli inquirenti è che l’esplosione sia stata provocata da una fuga di gas, seguita da un secondo scoppio, proveniente dallo studio dentistico, dovuto ad una bombola di ossigeno. Le due esplosioni hanno fatto cedere i solai e la palazzina è crollata. Lo scoppio è avvenuto quando la 68enne cognata di Debora, la donna trovata morta insieme alla figlia Aurora, ha acceso la luce nel suo appartamento, quello di fronte all’abitazione dei cingalesi. La fuga di gas, allora, doveva essere in atto già da molto tempo e l’ambiente era saturo di gas. Intanto la Procura procede contro ignoti e il pm Mario Palazzi ha disposto una consulenza tecnica che accerti le cause dell’esplosione. La Polizia Locale del X gruppo ha fornito agli inquirenti le planimetrie dell’area per conoscere e studiare meglio la disposizione degli appartamenti ed accertare la presenza di eventuali abusi edilizi. Italgas, azienda fornitrice del gas, ha reso noto che la propria rete è risultata integra ai controlli.

La Procura di Roma, lavorando su un’inchiesta per disastro e omicidio colposo, ha già ascoltato alcuni testimoni. Tra questi i cingalesi affittuari dell’edificio crollato, che assicurano di aver sempre usato la massima cautela. Ma una vicina di casa dei Catinari non è dello stesso parere. “Ho visto più volte i cingalesi portare in casa le bombole, più volte. Gli ho detto di stare attenti”, dice in lacrime. Le indagini proseguiranno e solo alla fine si potrà conoscere come sono veramente andate le cose. Dal Campidoglio, intanto, fanno sapere che sarà Roma Capitale a contribuire alle spese per i funerali delle due vittime. (L’UNICO)

Lascia un commento

commenti