Acilia, crolla una palazzina. Madre e figlia trovate morte sotto le macerie

Una fuga di gas ad Acilia ha fatto crollare una palazzina. Una coppia è stata estratta viva dalle macerie, mentre una mamma con la figlia sono state trovate senza vita in serata. Il pm, Mario Palazzi, si è recato sul posto per un sopralluogo e procedere per disastro colposo. Sul posto anche la sindaca Virginia Raggi: "Roma piange per loro".

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Poco dopo le 14 ad Acilia è crollata una palazzina di due piani in via Giacomo della Marca 38, probabilmente a causa di una fuga di gas. Un esplosione che ha danneggiato anche altri edifici adiacenti. “Ho sentito un boato alle 14.00 – dichiara un residente di Acilia –. Siamo sulla parallela di via Della Marca e ci siamo subito precipitati. Abbiamo sradicato il cancello e salvato un bambino”. Sul posto sono arrivati i carabinieri, la polizia, il X gruppo Mare, il GPIT della polizia locale e cinque squadre di vigili del fuoco, con l’appoggio del gruppo NBCR, di un’autoscala e del gruppo cinofili. Presenti anche i sanitari della Croce Rossa con due squadre di supporto d’emergenza psicologica, un’ambulanza e coordinamento sul campo del Comitato territoriale CRI del Municipio 10 di Roma e un’ambulanza medicalizzata pronta a partire dalla sala operativa della Croce Rossa di Roma.

L’esplosione è stata sicuramente provocata da una fuga di gas nell’appartamento al secondo piano di quella palazzina costruita 20 anni fa, «mattone dopo mattone dal signor Cardinari – dicono alcuni amici – che ora è morto e ha lasciato tutto ai due figli, Ezio e Debora». Oltre ai Cardinari, in quell’abitazione vivevano in affitto 6 cingalesi. Ed è proprio da lì che ha cominciato a sprigionarsi il gas che ha fatto esplodere una bombola di 70 litri, facendo poi esplodere la bombola di ossigeno all’interno dello studio dentistico al piano terra, chiuso al momento dell’accaduto. Ezio Cardinari, 68 anni, si trovava al secondo piano. La moglie Silvana era invece al primo piano, dove abitavano Debora e Aurora. L’uomo si trovava accanto a una finestra, ed è stato catapultato fuori. La moglie Silvana è stata la prima ad essere estratta dalle macerie, ed è stata trasferita in elisoccorso al policlinico Agostino Gemelli; il marito, in condizioni meno gravi, all’ospedale Grassi di Ostia. Le ricerche si sono quindi spostate su Debora e Aurora, che, dopo 7 ore e mezzo di ricerche, come annunciato su Twitter dagli stessi vigili del fuoco, sono state trovate morte intorno alle 22. Lorenzo, figlio di Debora, è disperato: era uscito alle 14 per andare a comprare il pane e, quando è tornato, non ha più trovato la sua casa, la sua mamma e sua sorella. Anche Massimo, suo padre, ha lasciato immediatamente il supermercato di Casal Palocco di cui è direttore e si è precipitato davanti alle macerie di casa sua, stringendo a sè il figlio ancora adolescente. I soccorsi non si sono mai arrestati: i vigili del fuoco hanno sguinzagliato i cani, la protezione civile ha posizionato microfoni ovunque. Si è lavorato senza sosta, fin quando alle 22.40 circa è arrivata la drammatica notizia. Debora era insegnante nella scuola “Marco Ulpio Traiano” di Dragona, la stessa frequentata dalla figlia Aurora.

La palazzina vittima del crollo si trova vicinissima alla scuola Giovanni Paolo II, già evacuata per cedimento del terreno, e da via Camillo da Albino, chiusa per cedimento dell’asfalto. La procura di Roma ha aperto un’inchiesta, e il pm Mario Palazzo si sta recando sul posto per un sopralluogo e procedere per disastro colposo. Sul luogo del crollo si sono recati anche la sindaca Virginia Raggi, che ha incontrato le vittime, i consiglieri comunali Carola Penna e Paolo Ferrara, il Prefetto della Commissione Straordinaria del X Municipio Mare Domenico Vulpiani e la delegata del litorale Giuliana Di Pillo. “Ho appena appreso che Debora e Aurora non ce l’hanno fatta – ha commentato l’inquilina del Campidoglio –. Le parole non riescono a descrivere questo immenso dolore. Roma oggi piange e si stringe attorno Massimiliano e Lorenzo”.

“Tremava tutto, sembrava il terremoto – dichiara un’altra residente –. Avevo una casa ad Amatrice ed ho rivissuto quegli attimi di paura e sconforto”. “Ho sperato che Aurora e la sua mamma fossero ancora in vita – commenta commosso un’altro residente –. E’ terribile perdere la famiglia, così, in un attimo” “Sono rimasta lì, fino alle 23 ieri sera. Ho vissuto l’angoscia delle 8 ore di soccorso – racconta infine un’altra – ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Abito a due vie di distanza, ma qui ci conosciamo tutti”.

Rimane interdetta al transito via Giacomo della Marca, e pertanto il percorso della linea 063 dell’Atac resta deviato in via Catrani, via Andrea da Garesio, via Romagnoli, via di Dragone e via Ruspoli. (L’UNICO)

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