Al Macro di Testaccio in mostra Giorgio Ortona

Con la personale “Nomi, cose e città” Ortona racconta l’urbe

Inaugura oggi, 7 dicembre, alle 17.30 la mostra “Nomi, cose e città” di Giorgio Ortona. Il Macro Testaccio ospiterà la personale dell’artista, fino al 15 gennaio. Una grande attenzione è posta al suo lavoro pittorico, ai soggetti rappresentati, che sono prevalentemente palazzine, grandi vedute urbane, e poi corpi, interni, sacchi di cemento, bassi elettrici, calchi di dentiere. In una sorta di gioco classificatorio, richiamato dal titolo stesso della mostra. Il persorso espositivo è a cura di Gabriele Simongini, che usa queste parole per descrivere la ricerca di Ortona: “il sublime quotidiano come fatto concreto, con una struttura e uno scheletro, perfino un ritmo.”

La mostra

Il nucleo centrale della mostra si basa su una serie di grandi vedute urbane dedicate alle palazzine romane ed ai cantieri. E nellʼallestimento si realizzerà un coinvolgente cortocircuito dimensionale, visto che le opere esposte andranno dal formato cartolina a quello cinemascope. In una sorta di ideale giro dʼItalia e poi del mondo, compariranno anche vedute, edifici e cantieri di Napoli, Palermo, Il Cairo, Kiev, Nuova Delhi, tutti simili ed anonimi come immagini di un mondo globalizzato ed omologato. È il trionfo di un anonimato quotidiano che rende protagonista solo la pittura, una pittura meticolosa come quella di un pittore antico e fondata essenzialmente sul bisturi analitico e costruttivo del disegno.

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 14.00 alle 20.00, presso il Macro Testaccio Padiglione 9/A, Piazza Orazio Giustiniani 4.

 

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