Albero di Piazza Venezia, nuovi addobbi e luci

Dopo il fiume di polemiche intorno l'aspetto dell'albero acceso dalla Sindaca Raggi nel giorno della festa dell'Immacolata, il Comune è corso al riparo richiedendo l'intervento di un allestitore napoletano

L’abete natalizio di Piazza Venezia acceso dalla Sindaca Virginia Raggi nel giorno dell’Immacolata, fortemente criticato dai cittadini e rinominato “il salice piangente” per il suo aspetto definito sui social network “il più triste d’Italia”, da ieri sera presenta nuovi addobbi e illuminazioni.

La Sindaca aveva dichiarato l’intento di non voler sperperare il denaro pubblico in un albero di Natale sfarzoso, considerato “superfluo” e con un grande peso sulle tasche dei romani. Il risultato, però, non è stato accolto felicemente dai cittadini, che non hanno potuto fare a meno di notare i pochi rami, le poche luci, la pendenza, la triste illuminazione verticale e la completa assenza di addobbi. Un albero misero rispetto a quello realizzato in altre città, come quello in Piazza del Duomo a Milano. Il confronto tra i due abeti ha spopolato sui social network, attirando l’attenzione della Raggi e di Acea. Infatti, dopo la decisione del Comune di Roma di affidare a Acea l’allestimento nonostante la società non si fosse mai ocupata dell’albero in Piazza Venezia, la multiservizi ha incaricato un allestitore di Napoli di rendere più allegro l’albero dei romani, donato dal Comune di Pinzolo-Madonna di Campiglio.

Così, nella sera del 14 dicembre l’abete è stato illuminato in tutto il suo “nuovo splendore”: adesso sulla punta spicca una stella luminosa, che si aggiunge agli addobbi luminosi orizzontali in un tentativo di rimediare al buco nell’acqua che ha suscitato i rumors di tutti gli italiani. “I romani vogliono a piazza Venezia un Albero di Natale più bello. E lo avranno”, ha scritto su Facebook Virginia Raggi, rivendicando ancora la fondatezza della scelta iniziale dettata dall’intento di evitare gli sprechi degli anni passati.

Roma Capitale ha speso, complessivamente, circa 15mila euro per il trasporto e il noleggio della gru. Le illuminazioni non producono costi per i romani grazie alla sponsorizzazione di Acea, mentre il Coreine (Consorzio Recupero Inerti) ha donato al Comune il calcestruzzo necessario alla costruzione del basamento per l’albero, accollandosi i costi dello smaltimento finale. Le operazioni di montaggio e smontaggio, con le altre attività correlate, sono espletate dal personale del Servizio Giardini. Per la prima volta nella storia di Roma si è puntato su materiali ecosostenibili, che assicureranno maggiore longevità.

I cittadini, in ogni caso, sembrano ancora poco convinti e rispondono nei commenti al profilo social della Sindaca. Fra chi sostiene che l’albero sia ancora antiestetico e chi dubita che due interventi separati possano aver aumentato il costo dell’operazione, quando invece poteva essere realizzata in un unico step, è impossibile non notare una certa perplessità. Più morbidi i sostenitori del M5S, che apprezzano lo sforzo di abbellire l’albero e si dichiarano sufficientemente soddisfatti dell’aspetto attuale.

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