Alexis: programma di autorecupero approvato dal Comune di Roma

Per sostenere il progetto dell’ex centrale Acea di via Ostiense, occupata dal 2012 a scopo abitativo e culturale, gli attivisti di Alexis puntano al recupero dello stabile

L’ Assemblea organizzata venerdì 2 dicembre, dal Municipio VIII, dall’assessore Berdini, dal Comitato di Quartiere e dalla regione Lazio ha consentito di rilanciare il progetto di autorecupero di Alexis per sostenere l’esperienza dello spazio sociale di via Ostiense e ottenere il via libera dagli attori istituzionali presenti.

Alexis è una casa dello studente e del precariato nata su via Ostiense 126  in memoria di Alexis Grigoropoulous, un ragazzo di 15 anni che il 6 dicembre del 2008 a Exarchia, distretto cool della capitale ellenica, perse la vita assassinato da un poliziotto.

“Dobbiamo ricostruire l’idea di una città che sia solidale e democratica”. Ed in questo contesto s’inserisce l’esperienza di Alexis, nata per dare risposta all’emergenza abitativa. Ma  anche per offrire servizi al territorio”- come dichiara l’Assessore Berdini all’Assemblea per esprimere la propria solidarietà nei confronti dell’immobile.

Un paio di settimane fa la Questura aveva disposto un sequestro dell’immobile di proprietà del Comune dato in gestione all’ATAC dopo un sopralluogo che, per conto dell’azienda, aveva dichiarato instabile uno dei suoi cornicioni.

La notizia aveva contribuito a riaccendere i riflettori sul caso Alexis con un progetto di autorecupero promosso dall’architetto Sotgia che, ottenuti i pieni voti dal Comune contribuirà a realizzare 10 appartamenti  ed uno spazio sociale in cogestione con il quartiere.

Il costo dell’operazione pari a circa 1 milione e centomila euro su 257 milioni messi a disposizione da delibera rimasta bloccata del Comune propone di inserire una realtà in un tessuto urbano che “rappresenti un valore aggiunto per il nostro territorio” come conferma Andrea Mocciaro, Presidente del CdQ Ostiense.

 

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