Alfie Evans, diritto di vivere capovolto in dovere di morire

Bestie laureate in medicina e legge che dobbiamo combattere a rischio di sottrarci alla legge

“Maggior interesse”. Fa orrore la freddezza di questo termine tratto dal lessico economico giuridico e applicato all’esistenza e al diritto di sopravvivenza di un bambino. Fosse anche una sopravvivenza di un’ora, Alfie Evans aveva diritto di viverla quell’ora in più. Invece è stato capovolto il suo diritto di vivere in dovere di morire. Siete bestie laureate in diritto e medicina. Questa vile umanità che pensa di progredire solo perché il calendario avanza, ci obbliga a difendere i valori con le unghie e con la stessa prevaricazione che utilizzano i nuovi dittatori del progresso “liberale”. Se la loro pazzia diventa legge dobbiamo essere disposti ad accettare l’impopolarità dei fuorilegge. Non piegare socraticamente a leggi ingiuste e crudeli. Quel giudice pervertito che ha staccato il sondino si è battuto, in passato, per la libertà dei genitori gay di adottare, nel “maggior interesse” questa volta dei genitori omo, e dei loro desideri. Ma in questo caso, la sua stessa visione di libertà, ha negato a due genitori di curare come meglio credevano, in Italia, il loro piccolo Alfie.

C’è un mondo malato, insensibile, materialista, scientista, che sta imponendo l’oscurantismo in nome del progresso. La prevaricazione in nome della liberta’. L’ingiustizia in nome della giustizia. Non si augura la morte a nessuno, ma se il padre di Alfie facesse fare a quel giudice solone la fine di John Lennon, bisognerebbe avere misericordia per lui. 

Riccardo Corsetto