Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo: “Una persona, un voto”

Un appello da parte del "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo al fine di ottenere il riconoscimento del diritto di voto per tutte le persone che vivono in Italia

“Il Parlamento italiano dovrà al più presto approvare una nuova legge elettorale, coerente con i principi fondamentali e i valori supremi della Costituzione repubblicana.
In Italia vivono oggi milioni di persone cui e’ tuttora negato il diritto di voto in ogni elezione, politica o amministrativa, per il semplice fatto che non sono nate qui”. E’ quanto dichiarato in una nota dal “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo.
“Ma questi milioni di esseri umani vivono qui, lavorano qui, pagano le tasse qui, mandano i loro figli a scuola qui, fanno parte a tutti gli effetti del nostro paese, sono il nostro paese, sono la nostra gente, sono le persone con cui ogni giorno ci incontriamo, lavoriamo insieme, insieme respiriamo la stessa aria, abitiamo le stesse case. A questi milioni di nostri reali compaesani, di nostri reali concittadini, deve essere finalmente riconosciuto, restituito, il diritto di voto. Devono poter dire la loro opinione sulle decisioni pubbliche che riguardano tutti. Devono poter partecipare al governo della comunità e del paese di cui fanno parte. Devono poter eleggere rappresentanti, ed essere eletti come rappresentanti, in tutte le istituzioni democratiche dove si prendono le decisioni comuni, dai Comuni alle Regioni al Parlamento” prosegue la nota.
“A chi siede nel Parlamento italiano è ora che cadano le scaglie dagli occhi. L’Italia non può essere un regime razzista che pratica l’apartheid; l’Italia deve essere una repubblica democratica in cui la sovranità appartiene al popolo, come e’ scritto nella Costituzione.
A tutte le donne e gli uomini di volontà buona che siedono nel Senato della Repubblica e nella Camera dei Deputati chiediamo di legiferare il riconoscimento del diritto di voto per tutte le persone che vivono in Italia. Una persona, un voto” si legge in conclusione.

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