Meningite, insegnante muore a Roma. La Regione: “Non è meningococco”

Le persone sottoposte a profilassi, per il momento, sono trenta, essendo stata raccomandata dal pronto soccorso soltanto alle famiglie i cui figli hanno avuto un contatto prolungato con l'insegnante

Una maestra della scuola elementare “Cesare Battisti” alla Garbatella è morta nella Capitale per meningite meningococcica. Un nuovo caso che mette in allarme una città intera, dopo la ragazza deceduta quest’estate di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia. La donna, di 52 anni, insegnava matematica da circa 30 anni ed era molto conosciuta nel quartiere. Era regolarmente in aula fino a giovedì scorso, ultimo giorno di lezione prima delle vacanze natalizie. Ricoverata il giorno di Natale all’ospedale San Giovanni, era stata trasferita al Policlinico Gemelli, dove è deceduta il giorno seguente. Inevitabile lo sgomento tra alunni, amici e conoscenti della paziente, oltre alla paura di un possibile contagio diffusasi nelle ore successive al decesso.

Ai genitori degli alunni la notizia è arrivata dalla scuola del VIII Municipio che ha contattato tutte le famiglie, attraverso una mail della Asl RmC, inviata il 27 dicembre, in cui si dispone per tutti la profilassi antibiotica, a cui sono sottoposti anche il personale della scuola e i familiari della paziente. “Il nostro servizio – si legge nella mail inviata dalla Asl alla scuola –  in data 27-12-16 alle ore 15.15 è venuto a conoscenza di un caso di meningite batterica relativo alla insegnante professoressa docente della scuola primaria Cesare Battisti di Roma, ricoverata il 25 dicembre all’ospedale S. Giovanni di Roma e trasferita il 25 dicembre al Policlinico Gemelli di Roma, dove è deceduta il 26 dicembre. Presi contatti telefonici con i rispettivi laboratori di microbiologia dei suddetti ospedali, è stata consigliata la profilassi antibiotica indicata per la meningite meningococcica, già praticata dal personale sanitario e dai familiari della paziente. Si raccomanda, perciò, previo consulto con il medico curante o pediatra, l’assunzione per gli adulti, che abbiano avuto contatti stretti in un luogo chiuso per più ore al giorno con la professoressa, di una compressa di Ciprofloxacina 500 mg e l’assunzione di Rifampicina 600 mg 1 compressa due volte al dì per due giorni per gli alunni della classe III dove insegnava la suddetta docente”

“La maggior parte dei bambini l’ha già cominciata. I genitori sono in costante contatto: sono tristi per la notizia e al tempo stesso preoccupatissimi”, spiega la madre di uno degli alunni.

Marina Campitelli, dirigente scolastica della scuola Cesare Battisti parla del lavoro incessante svolto per avvisare nel più breve tempo possibile tutte le famiglie, i bambini e gli adulti, entrati verosimilmente in contatto con l’insegnante . “Da quando, ieri pomeriggio dopo le 17, abbiamo saputo del decesso della maestra il nostro lavoro per avvisare tutte le famiglie è stato incessante”. “La comunicazione del decesso ci è arrivata dalla Asl e da quel momento abbiamo contattato telefonicamente le famiglie dei 20 bambini interessati comunicando loro quale era tipo di profilassi consigliata”. “La maestra – aggiunge la dirigente – ha prestato servizio i giorni 20, 21 e 22 dicembre soltanto nelle sue classi e non ha svolto supplenze altrove”. Sono stati sottoposti a profilassi anche gli adulti che hanno avuto contatti con la maestra anche se  – secondo la nota – la profilassi sarebbe stata raccomandata dal pronto soccorso solamente alle famiglie i cui figli hanno avuto un contatto prolungato con la maestra.

Il corpo dell’insegnante sarà sottoposto ad autopsia, per accertare la tipologia di meningite di cui era infetta l’insegnante. È quanto si apprende da fonti della Asl Roma 2, competente per il territorio della scuola “Cesare Battisti”. Come spiegano dalla Asl la meningite di tipo B è quella che rientra nelle vaccinazioni standard che si fanno ai bambini; se si trattasse invece di meningite C ciò richiederebbe una maggiore attenzione, perché non rientra tra le vaccinazioni obbligatorie. La meningite di tipo C è quella che ha colpito nei mesi scorsi diverse persone in Toscana.

Con il passare delle ore, intanto, arrivano le prime dichiarazioni circa l’allarme che la vicenda ha, inevitabilmente suscitato. “L’allarme di Roma non è giustificato in quanto probabilmente non si tratta di meningite da meningococco, per cui non sussiste il rischio di contagio”. Questo è quanto dichiarato dal professor Gianni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità. In seguito anche la Regione ha confermato che “non si tratta di meningite meningococcica, ma di una forma dovuta al batterio escherichia coli senza rischio di trasmissione diretta da persona a persona”.

 

Lascia un commento

commenti