Ama, Giglio: “Nuova macrostruttura all’insegna dell’efficienza”

L'Amministratore Unico di Ama, Antonella Giglio dichiara: "La nuova macrostruttura di Ama è da me stata assunta in piena convinzione per rispondere a principi cardine basilari di razionalizzazione ed efficienza che imponevano la semplificazione gerarchica, l’eliminazione di sovrapposizioni di compiti e responsabilità e l’ottimizzazione delle risorse direttive attualmente in forza all’Azienda"

Riguardo a quanto emerso sui giornali rispetto al nuovo organigramma di Ama, interviene sull’argomento, Antonella Giglio, Amministratore Unico di Ama, la quale dichiara: “Con riferimento ad alcune ricostruzioni stampa odierne riguardanti le mie scelte in virtù dell’incarico di recente conferitomi dalla Sindaca, sottolineo che la determinazione n. 55 in cui si definisce la nuova macrostruttura di Ama è da me stata assunta in piena convinzione per rispondere a principi cardine basilari di razionalizzazione ed efficienza che imponevano la semplificazione gerarchica, l’eliminazione di sovrapposizioni di compiti e responsabilità e l’ottimizzazione delle risorse direttive attualmente in forza all’Azienda”.

“Con la nuova macrostruttura, da oggi in poi, alcune funzioni come il legale, gli acquisti, il controllo di gestione e la direzione amministrativa e finanziaria riporteranno direttamente all’amministratore unico, distinguendo e concentrando viceversa tutta la parte operativa alle dirette dipendenze del direttore generale. Ciò costituisce una doppia garanzia per l’efficacia operativa e per la tempestività dell’azione amministrativa di Ama. Le linee generali di tale riassetto organizzativo interno – continua la Giglio – sono state condivise preventivamente, come ritengo corretto, con i due assessorati di riferimento dell’azienda: quello con delega alla Sostenibilità Ambientale e quello deputato alla riorganizzazione delle società partecipate”.

“Nelle settimane scorse tecnici dell’assessorato alle Partecipate, con la collaborazione e la supervisione del direttore in carica hanno incontrato uno ad uno, in colloqui di screening e orientamento sulle propensioni e le competenze, i livelli direttivi di prima fascia. Nostro obiettivo è, infatti, revisionare l’assetto organizzativo ereditato e che presentava ingiustificabili duplicazioni e ridondanze. Parallelamente è stata elaborata la miglior ipotesi di governance aziendale semplificata. La nuova macrostruttura consente – conclude Giglio – di responsabilizzare e valorizzare tutti i dirigenti attualmente presenti in azienda. Sono stati infatti assegnati mansioni e compiti ben precisi anche a dirigenti che, seppur pagati dall’azienda (e quindi dai cittadini), non avevano alcun incarico e responsabilità. La riorganizzazione della macchina e la redistribuzione degli incarichi interni sono una facoltà su cui, in quanto amministratore unico, ho piena titolarità, e anche un mio preciso dovere per far ripartire l’azienda”. (L’UNICO)

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