Ama, maxi stipendi per le stesse ore di lavoro

E' entrato in vigore il nuovo contratto nazionale di lavoro per i dipendenti Ama, che guadagneranno di più pur non dovendo lavorare oltre le 36 ore settimanali consuete. E i dirigenti non subiranno più la decurtazione del 7% dal loro stipendio, visto che il taglio introdotto nel 2014 dall’ex presidente Fortini non è stato rinnovato

Ama sborserà mezzo milione in più per i netturbini romani e circa 200mila euro in più per i dirigenti. Sì, perché dal 1° gennaio entrerà in vigore il nuovo contratto nazionale di lavoro per i dipendenti Ama, che guadagneranno di più pur non dovendo lavorare oltre le 36 ore settimanali consuete. E i dirigenti non subiranno più la decurtazione del 7% del loro stipendio, visto che il taglio introdotto nel 2014 dall’ex presidente Fortini non è stato rinnovato. I dipendenti Ama, dunque, navigano nel denaro, mentre l’Urbe annegare tra i rifiuti.
Nell’ultima settimana dell’anno appena trascorso, l’amministratore unico Antonella Giglio firma l’ordine di servizio 186, con il quale comunica che “la tempistica per l’applicazione dell’aumento dell’orario di lavoro a 38 ore settimanali previsto nel quadro del rinnovo del Ccnl Servizi Ambientali è stata oggetto di valutazione da parte del Comune di Roma”. E proprio Roma Capitale ha ritenuto opportuno avviare l’aumento delle ore di servizio solo dopo un approfondito confronto che tenga conto di una riorganizzazione dei servizi”. È l’intesa siglata in Campidoglio a dicembre, seguito della quale la Giglio ha congelato fino al 28 febbraio l’accordo nazionale, che prevedeva l’aumento dee ore settimanali di servizio, firmata a luglio. L’aumento delle ore prevedeva anche un aumento di 25 euro mensili oltre a 200 euro “una tantum”, di cui 100 corrisposto in estate e i rimanenti 100 in questo mese. Il congela entro però ha fatto sì che la produttività non sia aumentata, ma le paghe sì, con un aumento di costi di 400mila euro. Una mossa che regala un grande potere ai sindacati, che, trattando sulla nuova riorganizzazione del servizio, potranno tenere in ostaggio la municipalizzata. Il direttore generale Bina ha iniziato la concertazione, proponendo l’aggiunta di un quarto d’ora alla fine del servizio. Ma la Giglio, piegando al volere dei sindacati, soprattutto di Usb, che favorì la vittoria del M5S nella capitale. Con il sindacato, infatti, Giglio ha concordato la fine del blitz sul blocco della produttività.

Ma al danno già ingente si aggiunge l’aumento degli stipendi di 15 dirigenti di Ama, che per due anni hanno subito a una riduzione del 5% su quelli maggiori di 100mila euro e del 10% su quello superiori a 150mila. L’accordo sarebbe scaduto nel 2016, ma, cacciato Fortini, non è stato più rinnovato, riportando gli stipendi ai massimi livelli. In rivolta Natale Di Cola, segretario generale di Fp Cgil, che ha chiesto alla Giglio di intervenire in maniera marcata sui compensi dei dirigenti, spesso abnormi rispetto ai reali obiettivi raggiunti. Nessuna risposta dall’azienda. E nel frattempo Roma è sommersa dai rifiuti. (L’UNICO)

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