Ama, nuovo contratto solo sospeso. Gli stipendi saranno rivisti

Corregge il tiro Antonella Giglio, amministratrice unica di Ama, che ha congelato per due mesi l'aumento delle ore di servizio lasciando però valido l'aumento degli stipendi. "Il nuovo contratto è temporaneamente sospeso. Sarà riattivato quando si troverà l'accordo con i sindacati"

Un ordine di servizio firmato dall’amministratrice di Ama Antonella Giglio, che ha congelato per due mesi il nuovo contratto nazionale di lavoro nella parte che riguarda l’aumento delle ore di servizio, pur lasciando valido il conseguente aumento degli stipendi, che quindi è stato già incassato dai dipendenti. Operazione che è costata a Giglio un esposto alla Corte dei Conti e un’interrogazione alla sindaca Raggi firmata dal capogruppo capitolino FdI Fabrizio Ghera, che chiede alla sindaca di chiarire la vicenda raccontata ieri in un inchiesta su Repubblica e di spiegare il motivo per cui non è stato più rinnovato il taglio nella retribuzione dei dirigenti.

“Quanto raccontato dal giornale è intollerabile – dichiara Orlando Corsetti, consigliere PD e vicepresidente della commissione Bilancio – per questo sto predisponendo un esposto alla Corte dei Conti: corrispondere più soldi senza lavorare un minuto di più è illegittimo, oltre che ingiusto. E crea una assurda disparità rispetto ai 24mila dipendenti capitolini che da anni subiscono il blocco del salario accessorio”. Una matassa da slegare, che ha costretto la Giglio a salvare il salvabile. L’amministratrice unica di Ama spiega infatti che “l’aumento di produttività è solo temporaneamente sospeso”, e sarà immediatamente recuperato quando sarà raggiunto l’accordo con i rappresentanti dei lavoratori. Tutto questo perché “l’applicazione dell’incremento da 36 a 38 ore a settimana è demandata a una specifica procedura tra azienda e sindacati”. E quindi si è deciso di “non procedere unilateralmente ma trovare una soluzione condivisa per mettere a punto e migliorare l’organizzazione del lavoro complessiva”.

Ma tutto questo nel verbale di dicembre non viene affatto illustrato.
Si tratta quindi di una evidente rimodulazione della rotta che riguarda pure i maxi stipendi dei dirigenti. “Saranno rivisti – taglia corto Giglio –. Era mia intenzione farlo ma non ho avuto modo di annunciarlo”. (L’UNICO)

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