Ama, serve un nuovo dirigente: tra i papabili Bina e Piacentini

In Ama è tempo di rinnovare il direttore generale: domani scadrà il mandato di Stefano Bina, nominato da Muraro ma scomodo per Giglio. Tra i papabili Bina e Piacentini; Strozzi escluso per problemi di età

Domani dovrebbe essere reso noto chi sarà il successore di Stefano Bina, il dirigente vogherese di Ama a cui domani scade il mandato. La sua carica sarebbe scaduta il 31 dicembre, ma è stata prorogata di un ulteriore mese. E domani quindi si conoscerà il destino della municipalizzata per i rifiuti di Roma. Bina è comunque ben visto dai vertici del Movimento, ai quali piacerebbe una sua riconferma.

Ma il panorama, a 24 ore dalla scadenza, è tutt’altro che nitido. In mano agli assessori Massimo Colomban e Pinuccia Montanari, rispettivamente alle Partecipate e all’Ambiente, sono arrivati diversi profili. L’attuale presidente di Ama Antonella Giglio, nominata ai tempi di Muraro, trova Bina una presenza ingombrante e spererebbe in una sua non riconferma. E che tra i due non scorresse buon sangue era noto già da quando Bina minacciò di rassegnare dimissioni perché in disaccordo con l’organigramma firmato da Giglio e Muraro, poco prima delle dimissioni dell’ex assessore all’Ambiente. Il Corriere della Sera, oltre a Bina, mette nella lista dei papabili anche l’ex dirigente Acea Luciano Piacentini e Ivan Strozzi, con un lungo curriculum nel settore. Per poche ore quest’ultimo fu anche presidente di Ama: nominato da Ignazio Marino, fu sfiduciato subito dopo, a seguito della scoperta di indagini nei suoi confronti per traffico illecito di rifiuti. Strozzi, comunque, ne uscì pulito.

La scelta, secondo il Corriere, sarebbe però tra Bina e Piacentini: Strozzi è escluso per ragioni di età. “Nel ruolo di sfidante al dg uscente, insomma, sarebbe rimasto il solo Piacentini – scrive il quotidiano –. Che dalla sua avrebbe l’appoggio non soltanto della Giglio e dell’ex assessora Paola Muraro, uscita di scena a dicembre dopo il drammatico tira e molla iniziato in estate, ma anche di Manlio Cerroni, l’ex patron di Malagrotta, eterno redivivo”. “Piacentini – continua –, stando agli spifferi di «radio Ama», talvolta più interessanti dei dati ufficiali contenuti nei curricula, anni fa avrebbe ottenuto il supporto della figlia del ras della «monnezza» romana nella corsa per un incarico alla Fise e, soprattutto, porterebbe in dote una «contiguità» in più”. Piacentini, infatti, “lavora alla società Gesenu di Perugia, a lungo di proprietà proprio del gruppo Cerroni, per la quale lei l’ex assessore Muraro avrebbe svolto in passato almeno un incarico peritale ben retribuito”. (L’UNICO)

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