Maritato, Ambufest: “E’ buio sui servizi”

Maritato definisce i servizi sanitari territoriali "la Caporetto della Regione Lazio". Numerosi i dubbi riguardanti gli Ambufest, ambulatori pubblici dati in mano ai medici di famiglia per garantirne l’apertura nei fine settimana e nei giorni festivi

“Servizi sanitari territoriali: la Caporetto della Regione Lazio. E Zingaretti si arrampica sugli specchi per raccontare ai cittadini una realtà che non esiste”.
E’ quanto dichiara il presidente di AssoTutela (Associazione per la Tutela del Cittadino), Michel Emi Maritato, che chiarisce: “Ci ha molto sorpreso constatare come il governatore del Lazio debba ridursi a usare le pagine dei social media per pubblicizzare servizi sanitari che non sono mai decollati, sulla cui utilità abbiamo grandi dubbi. Si tratta dei cosiddetti ‘Ambufest’, ambulatori pubblici dati in mano ai medici di famiglia per garantirne l’apertura nei fine settimana e nei giorni festivi, che hanno visto un misero afflusso di cittadini, nonostante le pompose stime fornite dagli uffici stampa della giunta regionale. Sono 27 in tutto il Lazio, di cui 17 a Roma ma la collettività ne ignora l’esistenza, sebbene uno scarno sito web regionale ponga in primo piano la supposta, ‘rivoluzionaria’ trovata che vede all’incirca (con una stima per eccesso) poco più di 16 frequentatori negli orari di apertura. A quanto pare – prosegue Maritato – gli unici a gioire di tale organizzazione sono i medici di famiglia, super retribuiti per tali prestazioni, che nulla cambiano in termini di abbattimento delle attese in pronto soccorso o delle liste chilometriche per una prestazione nelle strutture pubbliche. Resta da chiarire allora – conclude – , a cosa siano serviti 1 milione e 776 mila euro risultanti da bilancio 2016 come risorse per la comunicazione regionale che, a quanto pare, nulla ha a che vedere con l’informazione ai cittadini”.

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