Arredamento e virus. Ecco l’idea made in Italy che fa bene a salute, economia e ambiente

Antonio Sasso è Art Director e designer di MANTO DESIGN, società fondata insieme all'artista e imprenditore Massimo Rizzuto. In questa intervista spiega a L'Unico come nasce DIVOC, il sistema divisorio modulare, pensato per l'emergenza ma capace di riconvertirsi per l'arredo di interni ed esterni. Non soltanto un separé, ma un prodotto di alto design capace di unire e di trasformarsi dopo la crisi in lampade, sedute e gazebi. Con grande risparmio per imprenditori e attività ricettive

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Intervista di Andrea Furetto

Antonio Sasso è designer e socio di MANTO DESIGN, marchio che ha fondato insieme a Massimo Rizzuto. In questa intervista spiega a L’Unico come è nato DIVOC, il sistema divisorio modulare versatile, pensato per l’emergenza da Covid19 ma contemporaneamente per l’arredo di interni ed esterni. Non un semplice separé, ma un “separé capace di unire”, e di trasformarsi, dopo la crisi, in arredamento di alto design. Lampade, sedute, gazebo: ecco come potrà essere riadattato DIVOC quando sarà finita l’emergenza. Con grande risparmio per gli imprenditori e per l’ambiente.

Cos’è Manto? Di cosa si occupa?

MANTO è uno studio creativo romano che nasce dalla mia collaborazione con Massimo Rizzuto, artista e designer che ho conosciuto qualche anno fa durante un lavoro. Eravamo stati chiamati per un lavoro, ma il committente non sapendo chi scegliere tra noi due decise di farci conoscere. E’ stato subito feeling. Abbiamo subito capito che dovevamo fare squadra nel mondo del design. Principalmente MANTO o anche MAN-TO-DESIGN si occupa di “progettazione”. Prodotti, interni, allestimenti, comunicazione, eventi e molto altro. Cerchiamo di dare sempre una forte impronta concettuale ai nostri progetti. Siamo prima di tutto dei creativi, e come ogni creativo che si rispetti, ci mettiamo al lavoro solo se un progetto ci intriga e ci ispira. DESIGN vuol dire questo.

DIVOC IN EMERGENZA                                 DIVOC DOPO L’EMERGENZA

Le misure di contenimento hanno riconvertito molte realtà industriali. Anche Voi designer avete iniziato a immaginare prodotti nuovi al tempo del COVID19. 

Io credo che un bravo designer abbia almeno 3 buone idee ogni giorno. Solo che non basta avere l’idea, serve anche il contesto/lo scenario o semplicemente il momento giusto che possa rendere l’idea fattibile. Spesso l’idea è buona ma mancano le condizioni e il contesto per renderla vincente. Quello di questi giorni è uno scenario completamente nuovo che stimola molti progettisti, perché cambiando usi ed esigenze delle persone cambiano anche i prodotti. Pensiamo ad esempio alla valvola stampata in 3D per la maschera di Decathlon. Quella è stata un’ottima idea perché una cosa semplice, ordinaria, ha cambiato il suo scopo, il suo “punto di vista”, e da maschera per sub è divenuto un dispositivo di salute e cura sanitaria. Senza il virus questo prodotto non sarebbe esistito. Riconvertire l’industria è fondamentale, intanto per essere più autonomi come Paese, ma anche perché il design italiano è un’eccellenza mondiale e va valorizzata e utilizzata proprio dalle industrie che spesso sottovalutano la forza della creatività. Mai come oggi è importante cambiare punto di vista.

Avete ideato qualcosa per far ripartire in sicurezza gli esercenti della ristorazione e del food and beverage. Ci parli di DIVOC.

Più che un’ idea, la nostra è una naturale risposta alle esigenze di varie attività commerciali, che possano permettere alle attività di ricominciare a far ripartire il Paese. Il problema è che invece il mercato continua a riadattare vecchie soluzioni come le schermature di policarbonato parafiato con la tipica feritoia passa-soldi, inserite in qualsiasi scenario, anche il più improbabile. I box di plexiglass per le spiagge, ad esempio, sono una forzatura antiestetica e innaturale di cui si accorge anche un bambino. Senza considerare la quantità di materiale che verrà prodotto e che tra 6 mesi verrà gettato con grande spreco di denaro e generando inquinamento. In questi casi invece è necessario fermarsi un secondo e riflettere prima di investire sulla ripartenza. Il nostro non è quindi soltanto un separé, ma un sistema di arredamento. Per permettere agli hotel, ai ristoranti e a qualsiasi ufficio, di trovare la soluzione migliore da riutilizzare quando l’emergenza sarà finita. In modo che l’investimento non sia solo obbligato dal momento storico ma diventi un restyling della propria attività. La volontà era quella di creare delle vere barriere che fossero facili da inserire in tutti gli ambienti interni ed esterni, la forma però non doveva far pensare ad una divisione ma ad un elemento d’arredo. La nostra idea ricorda più un gazebo o un sistema di illuminazione per i tavoli, tutti elementi che concettualmente uniscono più che dividere. Di fatto il primo separé che non nasce per “separare” ma per unire. DIVOC vuole semplicemente cambiare il punto di vista, ribaltando le cose proprio come il suo nome, trasformando una necessità in una opportunità. Aggiungendo appeal al proprio ambiente con complementi di design permanenti senza renderlo un luogo di emergenza sanitaria.

Che costi avrà un ristoratore per allestire il suo locale con DIVOC? 

I costi variano a seconda delle esigenze, DIVOC può essere ordinato in differenti materiali per venire incontro a tutte le esigenze. Ovviamente essendo un prodotto quasi su misura il prezzo sarà in base alla scelta dei materiali e della quantità che il committente richiederà. Quando sarà finita l’emergenza questi prodotti saranno riutilizzabili con altri scopi ed usi. I moduli più grandi (L,M) possono essere trasformati facilmente in un sistema di sedute, o in alternativa come il modulo (S), possono diventare delle strutture per illuminare, per far crescere piante o appendere decorazioni. Mentre il modulo (D) da tavolo, di per s è già una lampada, ideale per banconi o scrivanie dove spesso si lavora con monitor e la giusta illuminazione è molto importante.

Avete contattato i produttori? Quale è stata la reazione?

I produttori vengono sempre messi un pò in difficoltà da noi designer. Perché chiediamo sempre cose fuori dal comune, che richiedono sempre una breve sperimentazione e sviluppo. E di cui non è mai prevedibile con certezza il successo commerciale. Che alla fine è ciò che deve raggiungere, giustamente, un imprenditore. Ma in questo caso il progetto si è focalizzato soprattutto sulla fattibilità in breve tempo, quindi è piaciuto a molti produttori. Due aziende sono già pronte a sostenerne la fornitura con materiali e prezzi differenti.

Che materiali avete pensato di utilizzare per DIVOC?

DIVOC è un prodotto artigianale su ordinazione dalle forme semplici e definite, perciò il materiale può variare a secondo delle esigenze del cliente. Ci sarà come per un’automobile, il modello base e quello full optional. Si può realizzare con materiali di qualità molto alta come legno lamellare o massello, praticamente eterni, e trattati anche per ambienti esterni. In alternativa, a prezzi inferiori l’mdf, il multistrato e i laminati sono ugualmente belli e funzionali, oltre che facilmente sanificabili. Perciò le colorazioni e per il legno le essenze, sono infinite. A discrezione del cliente si può personalizzare il prodotto come un qualsiasi elemento d’arredo. Clicca qui per vedere il catalogo del prodotto.

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