Assoluzione Marino, pubblicate le motivazioni della sentenza

L'ex sindaco di Roma era stato assolto in ottobre dalle accuse di truffa e peculato, per il caso degli scontrini e dei dipendenti della sua onlus

Ignazio Marino
Ignazio Marino

Ben 54 pagine, nelle quali il gup Pier Luigi Balestrieri spiega perché Ignazio Marino, ex Sindaco di Roma, è stato assolto dalle accuse di falso, truffa e peculato. L’indagine è stata avviata nel Settembre 2015, per via di presunte irregolarità con dei pagamenti nella sua onlus, Imagine. Poco dopo lo scandalo, saltò fuori il caso degli scontrini: Marino avrebbe pagato per delle spese personali (tra cui numerose cene) con la carta del Comune di Roma.

Tutte le accuse caddero il 7 Ottobre 2016, quando Marino venne giudicato innocente, ma solo oggi possiamo leggere le motivazioni della sentenza. Si legge infatti nelle motivazioni della sentenza che: “Il giudicante ritiene che le evidenze siano insufficienti per ritenere l’indubitabile prova dell’uso privatistico da parte di Marino delle risorse pubbliche affidategli attribuite attraverso  la carta di credito”.

Per quanto riguarda l’uso improprio della carta, e le spese personali effettuate con i soldi del Comune, che avevano predisposto il reato di peculato, il gup sposta le colpe sullo staff dell’ex sindaco: “Eventuali errori, imprecisioni e discrasie nelle dichiarazioni giustificativi non sono suscettibili di rivestire alcuna rilevanza in questa sede penalistica, potendo tutt’al più costituire indice di un sistema organizzativo improntato a imprecisione e superficialità”.

C’è poi il caso dei dipendenti fantasma nella sua onlus, Imagine, che avevano preconfigurato il reato di truffa. Anche in questo caso, il gup fa riferimento alla superficialità e all’approssimazione, ribadendo che non c’era alcuna “consapevolezza di Marino in merito all’inesistenza del Briani e del Serra, ma l’evidenze sono tali da indurre ragionevolmente da escludere che questi ne fosse stato reso edotto”.

 

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