Bando nidi, Onda Gialla: “Famiglie limitate nella loro possibilità di scelta”

Con una delibera di Giunta Roma Capitale ha emesso un bando aggiuntivo introducendo una novità: in sede di iscrizione, i genitori sono stati chiamati a preferire i nidi comunali e, solo in alternativa, le strutture private in convenzione

“Cambiano gli attori, ma non la commedia. Pensavamo di esserci lasciati alle spalle la drammatica esperienza amministrativa dello scorso anno, e invece si continua a perseguire deliberatamente il progressivo smantellamento del sistema educativo integrato pubblico-privato”. È quanto dichiarato, in merito al bando dei nidi comunali, dall’Associazione Onda Gialla, nata dal 2014 per promuovere e tutelare la qualità del lavoro di chi è impegnato quotidianamente a favore della prima infanzia.

Con la delibera di Giunta n. 50 del 2016, Roma Capitale ha emesso un bando aggiuntivo introducendo una novità: in sede di iscrizione, i genitori sono stati chiamati a preferire i nidi comunali e, solo in alternativa, le strutture private in convenzione. Era già stato fatto un tentativo lo scorso aprile, ma il “golpe” non era riuscito, anche grazie alla civile protesta di Onda Gialla.

“Stavolta il sopruso è passato sotto silenzio e senza possibilità di appello – dichiara in una nota l’Associazione Onda Gialla -. Le famiglie sono state limitate nella loro possibilità di scelta, costrette a dare priorità a un nido comunale, anche se logisticamente sconveniente e non conforme alle proprie esigenze. Mentre molte strutture convenzionate hanno continuato a perdere utenza e, di fatto, sono state condannate all’estinzione”. Numerosi genitori, sostenuti dai nidi convenzionati e dall’associazione Onda Gialla, hanno presentato ricorso al TAR del Lazio per diffidare il Comune dal riproporre gli stessi criteri nei prossimi bandi di iscrizione, consolidando in tal modo una cattiva prassi a discapito dei servizi per l’infanzia.

“Nelle ultime settimane – conclude L’Associazione – tante strutture in convenzione e tantissime famiglie romane hanno continuato a dare la loro adesione: l’amministrazione capitolina non potrà ignorarle!ì”.

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