Berdini: “Sono solo un coglione”, Raggi intanto cerca il sostituto

Berdini è distrutto. "Sono un coglione - ammette -, mi sono messo il cappio al collo da solo". Intanto in Campidoglio si cerca il suo sostituto. E' stato già incontrato Montini, seppure non il preferito di gran parte del Movimento. I papabili più accreditati vengono ancora tenuti segreti

Dopo la riserva della sindaca Virginia Raggi alle sue dimissioni, Paolo Berdini è distrutto, chiuso in casa col telefono spento. “Sono solo un coglione, questa è la verità”, dice, ormai privo della spavalderia con cui per decenni ha sfidato i palazzinari della Capitale. E tutto per un’intervista, da lui definita “carpita”, in cui definiva “impreparata” la sindaca e cospirava una relazione tra lei e Salvatore Romeo.

“Sto malissimo – dice –. I giornalisti mi assediano, ce li ho tutti qui sotto casa, ho dovuto staccare il cellulare e chiudermi dentro, senza più neppure la libertà di uscire a prendere una boccata d’aria. La verità è che mi vergogno. Ho combinato un casino, provocato un danno non solo a me stesso, quello ormai mi interessa poco, ma a Virginia e a una squadra che proprio non lo meritava. In tarda età scoprire di essere un perfetto idiota è davvero un brutto risveglio”. Ora vuole solo silenzio, ammette, “far abbassare la polvere”. “Sto male, male, male e non riesco a farmene una ragione – continua, cantilenando –: mi sono messo il cappio al collo da solo”.

“Quel giorno, era un venerdì, mi sono svegliato all’alba, sono partito per Bologna, ho tenuto una conferenza, all’una ho ripreso il treno e sono arrivato a Roma alle quattro – dice l’urbanista raccontando il giorno in cui ha commesso l’errore –. Dopodiché sono andato a quella faticosissima assemblea nella sede dell’VIII municipio, durata quattr’ore. Una volta finita, era tardi, un assessore cinquestelle mi ha presentato ‘sto ragazzo. Nonostante fossi molto stanco, abbiamo cominciato a parlare. Lui non mi aveva detto di essere un giornalista. Mi ha fatto un mucchio di domande. E io mi sono abbandonato, riportando come un coglione dei pettegolezzi. Solo alla fine mi sono insospettito – aggiunge –. E lui ha ammesso di fare il precario alla Stampa. Mi ha preso per sfinimento. Giurandomi che non avrebbe pubblicato nulla”. E invece cinque giorni dopo scoppia la bomba e distrugge la carriera politica di Berdini, non evitata neanche dall’appello alla prima cittadina, firmato da numerosi intellettuali, affinché respingesse le sue dimissioni.

Intanto in Campidoglio la sindaca è già alla ricerca di un sostituto. “Almeno così finisce l’agonia, sarebbe forse la soluzione migliore – confessa Berdini – tanto probabilmente fra un mese mi avrebbero cacciato lo stesso, dopo la fine della trattativa sullo stadio della Roma, che loro vorrebbero chiudere in un modo e io in un altro”. “Si è dimostrato un mentitore seriale – dice la sindaca –, vedremo se ha mentito anche sul lavoro”. L’idea, discussa ieri con la maggioranza, che Raggi ha incontrato due volte, è di affiancare all’assessore alcuni esperti per valutare il suo lavoro dall’insediamento a oggi. Di fatto, già da molto tempo molti consiglieri non apprezzano il suo modo di lavorare, in autonomia e con scarsa attenzione alla delega ai lavori pubblici, fondamentale per avviare una manutenzione della città che ancora è lontana dall’essere realizzata. Tanto che c’era già l’idea di inserire un altro uomo in giunta con la delega ai lavori pubblici, ma a questo punto il rimpasto potrebbe avvenire con la sostituzione totale di Berdini.

Raggi ha già incontrato Emanuele Montini, attuale capo staff dell’assessore ai servizi sociali Laura Baldassarre. Ma Montini non è molto apprezzato dai grillini, che ricordano il suo passato affianco a Rutelli. I nomi dei papabili più accreditati, per ora, vengono tenuti segreti. La sindaca aspira ad una decisione collegiale. “Voi che ne pensate? – ha chiesto ai consiglieri – Su scelte così importanti serve condivisione”. E la sindaca ha loro raccontato il confronto con l’assessore e le sue dimissioni che è stata costretta a respingere con riserva, che è personale, a causa della perdita di fiducia nei confronti di Berdini. (L’UNICO)

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