Ama, Bina: “Accetto nuovo assetto solo con modifiche”

Accesa riunione in Campidoglio con i vertici dell'amministrazione romana. Bina accetterebbe il nuovo assetto della Muraro solo se potesse apportare qualche modifica. Ma Romeo sentenzia: "Si va avanti con l'ultima macrostruttura"

Triste destino per Stefano Bina, direttore generale di Ama incaricato meno di 4 mesi fa dalla Casaleggio Associati, che questa mattina ha la convinta intenzione di protocollare le proprie dimissioni. Si è visto scavalcato dal Comune che avrebbe dovuto affiancarlo e invece cambia tutto senza prima chiedergli un parere.

I motivi di questa decisione drastica sono stati descritti da Bina in una nota scritta dopo una giornata di alta tensione. Nel testo, il direttore ripercorre la sua avventura nella capitale, fino all’ultimo colpo di scena: il riassetto a sorpresa dell’organizzazione di Ama, con il beneplacito dell’assessore Muraro e della nuova amministratrice Antonella Giglio. Per togliergli i poteri e riportare al vertice i dirigenti accantonati da Fortini. Una situazione difficile da digerire dopo le ore passate al Campidoglio, nell’ufficio della segreteria della sindaca, insieme ai vertici di Acea, all’assessore alle Partecipate Massimo Colomban, il consigliere Roberto Di Palma, il presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco e alcuni parlamentari M5S, entrate nel vivo dopo una visita della sindaca Virginia Raggi.

Diversi i punti della discussione. Innanzitutto l’integrazione tra Ama e Acea per completare il ciclo dei rifiuti. Poi il tasto dolente: la nuova macrostruttura tra Giglio e Muraro. “Bloccherà l’azienda perché crea confusione tra le aree. Si rischia di creare un grosso problema alla città” avverte Bina, e chiede: “L’entrata in vigore del nuovo organigramma va sospeso almeno fino a Natale”, consentendo magari al direttore generale di ridisegnare il nuovo assetto progettato dell’assessore inquisito. Bina, infatti, aveva già in mente un suo progetto: spostare due o tre nomi per la permanenza alla guida della municipalizzata. E per questi ritocchi, il direttore generale sarebbe anche disposto a rimanere nonostante il poco gradimento del nuovo assetto. Colomban cerca di mediare: “Prendiamoci 20 giorni”. Per telefono viene rintracciato anche Davide Casaleggio e anche la Giglio chiede di prendere tempo. A tirare le fila è Salvatore Romeo, il segretario della sindaca: “Ormai è deciso, si va avanti con l’ultima macrostruttura”. A decidere quindi è stato lo staff politico della sindaca, come se la Muraro fosse ancora al suo posto e come se Casaleggio junior non avesse mai ricevuto nessuna telefonata. (L’UNICO)