Il Comune di Magliano Sabina sarà costretto a pagare un debito di 130 mila per delle bollette di fornitura elettrica e gas contratte con Enel Energia e Eni Gas poi cedute a società di factoring che hanno adito le vie legali per rientrare del credito. Il decreto ingiuntivo è disposto dal tribunale ordinario di Rieti, a firma del giudice Raffaello Scarpato, il 19 giugno 2019. L’ingiunzione di pagamento, non previsto in bilancio, è stato oggetto di una proposta di delibera nel consiglio comunale di questa mattina (30 novembre, ndr). La maggioranza guidata dal sindaco Giulio Falcetta, deve obtorto collo far ammettere i suddetti debiti “fuori bilancio” in favore di Banca Farmafactoring Spa. Anche perché è un Tribunale a ordinarlo.

Corsetto (Lega): “Il Sindaco tra decreti ingiuntivi per forniture non pagate e processi a dipendenti “infedeli”, è più impegnato nei tribunali che sul territorio.”

Il debito pari a € 130.027,65, di cui € 115.301,26 per sorte capitale oltre interessi maturati e maturandi per fatture cedute a società di factoring da Enel Energia, Eni S.p.a, Eni Gas e Luce S.p.a, e rimaste insolute, si riferiscono, secondo il tribunale di Rieti, al periodo dal 29 febbraio 2016 al 27 marzo 2017. Debiti maturati sotto la giunta dell’ex sindaco di Magliano Sabina, Alfredo Graziani. In realtà, la cifra oggetto d’ingiunzione è inferiore ai debito totale che risulterebbe, tra il 2015 e il 2018, “più alto di quello azionato nell’atto ingiuntivo, per un totale di ben 356 mila euro, che il Comune propone di pagare entro il 30 giugno 2020. Il problema di Giulio Falcetta è che queste nuove spese, peseranno ovviamente sulle tasche di tutti i maglianesi, e non erano previste dalla maggioranza in bilancio.

“Come mai questo debito non era presente in bilancio?” La Lega, tramite il consigliere Gianni Montini, ha proposto una commissione d’inchiesta.

“Siamo felici che il comune si sia costituito parte civile nel processo che vede imputata una ex dipendente per “furto ai cittadini” – ha detto in consiglio Riccardo Corsetto, capogruppo della Lega a palazzo Vannicelli. Sono anche convinto che se la scorsa maggioranza – di cui il sindaco attuale è stato protagonista – avesse vigilato meglio, probabilmente adesso i maglianesi, oltre a non avere un ammanco di cassa di 240 mila euro, non avrebbero nemmeno un debito fuori bilancio di oltre 355 mila euro. Un’amministrazione che tra decreti ingiuntivi per forniture non pagate e processi a dipendenti “infedeli”, è più impegnata nelle aule di tribunale che sul territorio.”

Nel 2017, l’ex sindaco di Magliano, di cui Falcetta era vice, rischiò per un soffio il commissariamento da parte del prefetto, vista l’ingente cifra sparita dalle casse comunali, per un importo di 240 mila euro e per disavanzo. Una dipendente comunale poi sospesa dal servizio, sarà chiamata a rispondere di peculato con rito abbreviato davanti a un giudice del Tribunale di Rieti. Il Comune di Magliano si costituirà parte civile. “Tanto – aggiunge Corsetto – a pagare le spese dei costi fuori bilancio e delle spese legali non sarà la maggioranza, ma come al solito i cittadini.”

Durante il consiglio di oggi (sabato 30 novembre, ndr) intanto è stata approvata, anche con il voto della maggioranza, la proposta avanzata dal consigliere della Lega, Giovanni Montini, di istituire una commssione d’inchiesta per far luce sulla vicenda delle bollette comunali. “Non riusciamo a capire – ha detto in un passaggio del suo intervento in aula, Montini – come mai questi costi, pur non essendo onorati, non fossero almeno iscritti a bilancio.”

Giulio Fogliano

(L’UNICO)