Cambiato codice etico M5S, addio a incubo avviso di garanzia

Cambia il regolamento etico del Movimento 5 Stelle. 6 punti che mettono fine all'incubo delle dimissioni immediate in caso di avviso di garanzia. Ampi poteri a Grillo e al Collegio dei Probiviri, che possono giudicare l'effettiva colpevolezza dell'eletto.

Riscritte le regole etiche del Movimento 5 Stelle, un regalo di Beppe Grillo che nelle prossime settimane potrebbe avere importanti ripercussioni soprattutto nell’Urbe. Non ci sono più le mappe degli indagati del Pd, l’incubo degli avvisi di garanzia, le dimissioni obbligate.

Nodo centrale della “riforma” pentastellata è l’obbligo di informare immediatamente il gestore del sito M5S dell’esistenza di procedimenti penali in corso, anche se ricevere un avviso di garanzia “non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti”. È un decalogo di 6 punti, con “lo scopo di garantire una condotta, da parte dei portavoce eletti, ispirata ai principi di lealtà, correttezza, onestà, buona fede, trasparenza, disciplina e onore, rispetto della Costituzione della Repubblica e delle leggi”. In questo senso, l’eletto M5S “in qualsiasi fase del procedimento penale, può decidere, a tutela dell’immagine del Movimento 5 Stelle, di auto-sospendersi senza che ciò implichi di per sé alcuna ammissione di colpa o di responsabilità”. Nel quarto punto, Grillo parla di “presunzione di gravità” e prevede che il Garante, il Collegio dei Probiviri e il Comitato d’appello abbiano ampi poteri discrezionali.

Secondo il codice, infatti, questi devono avere “notizia dell’esistenza di un procedimento penale che coinvolge un portavoce del M5S possono sanzionare l’indagato anche “a prescindere dall’esito e dagli sviluppi del procedimento penale”. Loro possono giudicare “grave e incompatibile con il mantenimento di una carica elettiva quale portavoce M5S la condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo”, oppure “equiparare alla sentenza di condanna la sentenza di patteggiamento, il decreto penale di condanna divenuto irrevocabile e l’estinzione del reato per prescrizione intervenuta dopo il rinvio a giudizio”. Inoltre, possono scegliere di sanzionare l’eletto in caso di “pronunzie di dichiarazione di estinzione del reato per esito positivo della messa alla prova, di sentenze di proscioglimento per speciale tenuità del fatto, di dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione”. (L’UNICO)

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