Campidoglio, aula ferma e bilancio ancora assente

Campidoglio, Aula Giulio Cesare ferma da venti giorni e Commissioni convocate ma mai riunite. Tarda ad arrivare anche il maxi emendamento sul bilancio. Baglio (Pd) a De Vito: "Disorganizzazione che paralizza l'amministrazione"

L’Assemblea capitolina è ferma da venti giorni e i consiglieri sono ancora in ferie. E tarda ad arrivare anche il maxi emendamento della Giunta riguardo al bilancio. Stessa sorte per le Commissioni, convocate ma mai riunite. Un nuovo blocco amministrativo che potrebbe diminuire ulteriormente il tasso di produttività dell’amministrazione grillina, che, dopo la bocciatura del bilancio, viene gestita per dodicesimi, senza la possibilità di programmare spese e disponendo di fondi ristretti.

L’Assemblea capitolina si è riunita l’ultima volta il 31 dicembre, e l’attività doveva riprendere il 9 gennaio secondo i piani del presidente Marcello De Vito. Per quel giorno, infatti, era programmata una riunione di capigruppo per stabilire il calendario dei lavori. La riunione però è stata cancellata, e da allora l’Aula Giulio Cesare è rimasta chiusa. La colpa è da imputare ai ritardi sul Dup e sul maxi emendamento, che devono passare dalla valutazione dell’Oref. La maggioranza, di fatto, è stata chiara: dopo il 20 dicembre, nessuno vuole votare il documento prima del visto dei revisori dei conti. L’Oref sta già lavorando sul Dup e ha ricevuto una bozza, tuttavia in continuo aggiornamento, del maxi emendamento. Non ha tuttavia potuto cominciare il lavoro su un testo certo. Eppure, il maxi emendamento doveva arrivare in giunta già il 7 gennaio, poi la settimana scorsa e ancora, forse, venerdì prossimo.

Una paralisi che ha portato le opposizioni sul piede di guerra. Valeria Baglio, consigliera del Pd, ha infatti chiesto formalmente al presidente De Vito un intervento “per evitare il ripetersi di una pratica che andrebbe scongiurata per rispetto di tutti i consiglieri e degli impegni che prendono per partecipare alle sedute, oltre che per rispetto delle istituzioni, ormai in balia di una disorganizzazione che paralizza l’amministrazione”. (L’UNICO)

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