Campidoglio, un Natale tra interrogatori e avvisi di garanzia

Un Natale complicato quello che si prospetta per l'amministrazione capitolina. Con la sindaca Raggi possibile destinataria di un avviso di garanzia, Marra e Scarpellini arrestati, indagini serrate su altri funzionari pubblici corrotti e Muraro ascoltata dai pm sul suo ruolo non chiaro in Ama.

Porta sulle spalle la possibilità di un avviso di garanzia, e così Virginia Raggi si avvia al suo primo Natale da prima cittadina della Capitale. “Se mi chiamano sono pronta ad andare in Procura” ha dichiarato la sindaca, ed è a gennaio che si saprà il suo destino. In Procura si attende la relazione dell’Anac riguardo alla nomina di Renato Marra a dirigente del Dipartimento Turismo, su cui l’Anticorruzione si è espressa dichiarando “configurabile il conflitto di interessi” e che questa condizione fosse “conosciuta dalla sindaca”. La relazione perciò potrebbe non essere tutta rose e fiori.

Ma l’operato della sindaca è già al vaglio del pm Francesco Dall’Olio, che il 16 dicembre ha inviato in Campidoglio la Squadra Mobile per acquisire atti e documenti riguardanti quattro contratti stipulati dalla sindaca, a cui si aggiunge adesso la questione con l’Anac su Renato Marra, che potrebbe portare ad un aggravamento giudiziario anche per Raffaele Marra, già arrestato per corruzione insieme a Sergio Scarpellini la settimana scorsa. L’indagine va avanti senza sosta: ci sono altri sette casi di corruzione di funzionari pubblici da parte di Scarpellini su cui l’Arma sta indagando. Nel residence di Acqua Acetosa, infatti, hanno trovato casa grazie all’immobiliarista indagato il consigliere regionale Pd Gianfranco Zambelli e l’ex vicepresidente del Lazio Luciano Ciocchetti, entrambi operanti per molti anni nel campo dell’urbanistica e dell’edilizia.

E rimane aperto il caso di Paola Muraro, l’ex assessore che l’altro ieri è stata ascoltata in interrogatorio. La Muraro ha prodotto email e documenti per illustrare i suoi compiti all’interno di Ama, sottolineando di essere consulente esterna, in particolar modo nel 2015, quando Pietro Zotti e Marco Casonato, anche loro indagati, hanno ottenuto l’incarico di dirigere gli impianti di Rocca Cencia e Nuovo Salario. Secondo il pm, invece, l’ex assessore avrebbe svolto il ruolo di referente adibita al controllo della qualità dei rifiuti negli impianti, e quindi di dirigente. Posizione dimostrata anche dalle intercettazioni, in cui l’ex assessore parlava con Panzironi, Fiscon e Buzzi. Non si è parlato di questo però nell’interrogatorio, poiché i legali hanno negato il consenso ad utilizzarle come fonti di prova. Il prossimo passo in questa complicatissima vicenda sarà ascoltare gli altri indagati. (L’UNICO)

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