Capodanno tra bus che non passano e strade semideserte. Ma i turisti sono soddisfatti

Lunghissime attese alle fermate degli autobus, taxi carissimi, controlli asfissianti e strade semideserte. Il Circo Massimo più vuoto del solito, con la gente che defluiva già dopo la mezzanotte. Ma i turisti si dicono comunque soddisfatti, nonostante tutto, per la magia che Roma riesce sempre ad offrire

Tutti provenienti da altre città i ragazzi che hanno assistito al dj set del Circo Massimo nella notte di San Silvestro. I romani sono rimasti a casa, come ad aderire ad una campagna di dissuasione messa in atto, in maniera subliminale, dal Comune di Roma. Dall’albero di Natale brutto in piazza Venezia al divieto di sparare i botti all’impuntatura del “Non ci sono soldi”. Ma soprattutto il fallimento di un concerto a costo zero che gli sponsor hanno mollato dopo la crisi di giunta delle scorse settimane, a seguito del quale l’amministrazione capitolina ha invitato con un “fate voi” per riempire i palchi già montati.

Su quegli stessi palchi che in passato sono stati calcati da Bruce Springsteen, David Gilmour e i Rolling Stones, quest’anno avrebbe potuto prendere la parola chiunque avesse qualche idea, non necessariamente buona. Musicisti non popolarissimi e giochi di luce, per allietare i coraggiosi che avessero voluto comunque festeggiare, e soprattutto pazientare in fila per i lunghi e snervanti controllo. Anche se pochi, molti sono stati fuori dalle transenne anche per il conto alla roveschia, mentre veniva diffusa una musica da chill out e mentre, quando la gente aveva appena finito di entrare, già cominciava ad uscire. Il Capodanno più breve della storia capitolina. A mezzanotte e mezzo già ci si allontanava dalla piazza: fatto il proprio dovere, onorata la mezzanotte e festeggiato il primo minuto del nuovo anno, tutto è già finito e ci si allontana dalla piazza. Quella stessa piazza che ha in passato ospitato grandi ed affollatissimi concertoni. Quest’anno invece c’è poca euforia e un’immensa resa all’evidenza del poco.

Niente botti e fuochi d’artificio davvero scarsi. Non c’è stato il simbolo dello scoppio dell’anno vecchio e l’incedere colorato e ben promettente del nuovo anno. Una perfetta sintonia con una politica fondata sull’eccessivamente sobrio e sul no a qualunque proposta. Ci si allontana dal Circo Massimo e, giunti alla Bocca della Verità, ci si ritrova soli ed abbandonati: non c’è la classica folla che ti spintona e ti fa compagnia, quella che ti fa sentire al sicuro. Deserto anche a piazza Venezia e ai fori imperiali. Pochissimi taxi, peraltro carissimi per l’occasione. Nessun autobus, nessun tram, nessun mezzo che possa condurre i turisti ai ponti sul Tevere dove cominceranno i concerti ed altri dj set. Molti comunque preferiscono tornare a casa; altri vogliono andare a Testaccio, altri ancora a Trastevere. Più che a una festa, il Capodanno romano somigliava ad una distopia triste ed inquietante. Ad uno spostamento vago ed indeterminato da un punto all’altro dell’Urbe.

E tutto questo mentre la sindaca Virginia Raggi, sul suo profilo facebook, condivide il video di un concerto a ponte S. Angelo e scrive: “È la festa dei cittadini e dei turisti, quella che i soliti musoni hanno voluto ignorare. C’è addirittura chi sperava nel flop, non prendendo minimamente in considerazione la voglia di divertimento di tutti. Ma sono le persone comuni, noi tutti, a decidere. E festa è stata. Parlano le vostre foto, i vostri video, i messaggi che vi state scambiando: 40mila persone al Circo Massimo, 42mila tra Fori “unificati” e musei civici, oltre 200mila sul lungotevere e i ponti di Roma. È una rivoluzione culturale e sociale: i cittadini tornano protagonisti”. “Un ringraziamento – conclude la sindaca – va alla polizia municipale e alle forze dell’ordine che hanno permesso che tutto si svolgesse senza problemi ed in sicurezza: non ci sono stati incidenti e l’atmosfera è stata serena”.

E i turisti, in effetti, si dicono soddisfatti nonostante tutto, nonostante i controlli, nonostante le interminabili attese degli autobus, nonostante i botti miseri. Roma è bella comunque, e i visitatori sono riusciti anche ad apprezzare i fori imperiali e i musei civici interamente aperti  e le meraviglie che Roma riesce sempre ad offrire, anche la sera, quando le luci rendono magica l’atmosfera delle vie del centro. “Quanto sei bella, Roma, quann’è sera“, in fondo, cantava qualcuno. (L’UNICO)

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