Casa del Cinema: al via la rassegna “Ritratti” sul documentario italiano

La rassegna propone percorsi professionali e civili, storie di vita esemplari di personaggi emblematici della nostra storia recente. Ogni mercoledì saranno proiettati cinque documentari scelti nell’ambito di importanti festival del 2016

Il documentario italiano dell’ultima stagione cinematografica è al centro della nuova rassegna “Ritratti” al via da oggi, primo marzo, alla Casa del Cinema di Villa Borghese.

Fino al 12 aprile ogni mercoledì saranno proiettati 5 documentari scelti nell’ambito di importanti festival del 2016. Ha aperto la rassegna mercoledì scorso, l’anteprima-evento fuori programma, “Essere Rossana Rossanda” di Maria Chiaretti in cui l’ex dirigente del PCI e tra i fondatori de “Il manifesto” si racconta a 92 anni con intelligenza e ironia.

La rassegna curata da Maurizio di Rienzo propone percorsi professionali e civili, storie di vita esemplari di personaggi emblematici della nostra storia recente. Castel, della giornalista di moda Franca Sozzani, del memorabile Piergiorgio Welby) sia storie di vite altrettanto esemplari quanto diverse (da quella di un killer di mafia, ergastolano dal 1982 poi redento, a quella di Enrico, un ragazzo che a distanza di tantissimi anni dall’abbandono del padre decide, da regista, di mettersi sulle sue tracce).

“A pugni chiusi” di Pierpaolo De Sanctis è l’ascolto del cuore di un attore simbolo, Lou Castel, legato al folgorante esordio di Marco Bellocchio, I pugni in tasca. È anche il racconto di una vita misteriosa e sincera rielaborata in luoghi e con toni non consueti.

“Franca: chaos and creation” di Francesco Carrozzini è incentrato sul bel lavoro svolto fra Italia e Usa da Franca Sozzani, che diede, da giovane direttrice di Vogue Italia, una sterzata anticonvenzionale al rapporto fra editoria e fashion.

“Ero malerba” di Toni Trupia racconta con rigore drammaturgico la storia di chi è cresciuto per diventare un killer di mafia (ergastolano dal 1982) spietato omicida salvo poi scoprire in carcere una nuova e positiva versione di se stesso.

“Saro” di Enrico Maria Artale,. Storia di Enrico, un ragazzo che a distanza di tantissimi anni dall’abbandono del padre decide, da regista, di mettersi sulle sue tracce.

“Love is all. Piergiorgio Welby, autoritratto” di Livia Giunti & Francesco Andreotti,  un viaggio a più binari narrativi nella parabola di un uomo al quale l’atroce malattia non ha ‘piagato’ l’anima, non ha eroso la semplicità poetica né bloccato l’articolarsi delle relazioni.

L’accesso in sala sarà garantito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

 

 

 

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