Casa della Memoria: secondo appuntamento del progetto “Prigionieri del Lavoro”

Al via il secondo appuntamento del progetto "Prigionieri del Lavoro" con convegni, presentazioni, proiezioni, lezioni recitate e mostre sul tema dello sfruttamento del lavoro durante la Seconda Guerra mondiale nell'Europa del Reich

Un convegno internazionale, organizzato per martedì 21 marzo dalle 10.30 alle 19, apre la ricca serie di eventi in programmazione nei prossimi giorni alla Casa della Memoria. Il convegno affronta il tema dello sfruttamento del lavoro forzato durante la Seconda Guerra mondiale nell’Europa del Reich. Si tratta del secondo appuntamento del progetto “Prigionieri del lavoro“, iniziato il 23 gennaio scorso con il seminario di formazione per gli insegnanti, nell’ambito della Settimana della Memoria.

Il titolo del convegno, a cura dell’IRSIFAR in collaborazione con Topografia per la Storia, Istituto storico germanico, EVZ  Berlino e ZVOD APIS Lubiana, è “Prigionieri del lavoro. Lo sfruttamento del lavoro forzato in Italia e in Europa 1939-1945” e si protrarrà in due sessioni, una antimeridiana e una pomeridiana, seguite da dibattito.

Mercoledì 22 marzo alle 18, nell’ambito di Cinque declinazioni della shoah, la rassegna nata con l’intento di esplorare, attraverso il linguaggio cinematografico, il tema della Shoah, è in programma l’ultimo appuntamento con la proiezione degli extra del film Pecore in erba di Alberto Caviglia: Making of, Pecore in Laguna, Dicono di noi, Intervista al regista e ospite Alberto Caviglia.

A seguire, giovedì 23 alle 17,30, ci sarà la presentazione di “Calendario civile. Per una memoria laica, popolare e democratica degli italiani” a cura di Alessandro Portelli. Un progetto che prevede una rassegna,  iniziata nel 2016, di incontri e spettacoli legati ad alcune date, con lo scopo non di celebrarne l’anniversario, ma di approfondire il significato attuale dei singoli eventi storici ad esse collegato, attraverso la forma di un intrattenimento di alto valore artistico e culturale.

Lunedì 27, alle 17.30, è la volta della presentazione del volume “La libertà di stampa è tutto. Mario Borsa, cinquant’anni di giornalismo democratico” di Alessandra De Nicola, con la partecipazione di Fabio Grassi Orsini, diplomatico e professore ordinario di Storia dei movimenti e dei partiti politici e Storia contemporanea all’Università di Siena; Giovanni Orsina, politologo, professore ordinario di Storia contemporanea alla LUISS-Guido Carli di Roma; Vittorio Emiliani, giornalista, scrittore, saggista e politico.

Ancora, mercoledì 29 alle 17,30 è in programma “Avevamo vent’anni… Walter Barni: quale gioventù?”: testimonianze, filmato e musica a cura di Giancarlo Massa che ha raccolto e documentato la storia del partigiano, scrittore e sindacalista Walter Barni, a partire dalla campagna di Russia, fino al suo ritorno in Italia, all’entrata nella Resistenza e alla Liberazione.

Giovedì 30 alle 18 va invece in scena la lezione recitata “Giaime e Luigi Pintor– Agire in modo utile” (testo dello storico Leonardo Casalino e  interpretato da Marco Gobetti“, mentre venerdì 31 segue la presentazione del volume  “La Campagna di Russia 1941-1943” di Maria Teresa Giusti.

Prosegue fino al 13 aprile Donne & Lavoro la mostra fotografica di Carlo e Maurizio Riccardi a cura di Giovanni Currado e Marino Paoloni.
Le immagini di Carlo Riccardi documentano uno spaccato sociale del lavoro femminile durante e dopo il periodo bellico. Esse colgono l’emancipazione delle donne attraverso la quotidianità del lavoro: donne contadine, operaie, paracadutiste, gommiste, benzinaie, tassiste. Donne con molteplici ruoli, madri e alle volte anche padri, che affrontarono i cambiamenti della storia e della società. Affiancano le foto di Carlo Riccardi, attualizzando e ponendo una sorta di metodo di confronto sulla storia delle donne lavoratrici, i più recenti scatti del figlio Maurizio che ritraggono donne-poliziotto, donne-carabiniere, donne-magistrato, avvocatesse, grafiche, archeologhe, addette alla raccolta dei rifiuti, autiste di mezzi pubblici. Un omaggio alle donne di oggi che vivono il proprio mestiere con gioia e fatica, lontane dalla voglia di apparire a qualsiasi costo. Completano la mostra i ritratti di donne lavoratrici in Etiopia, in Mozambico e nella Repubblica Democratica del Congo: nei loro sguardi il desiderio di riscatto umano oltre che sociale, oltre i confini nazionali e sottolineando l’importanza del ruolo della donna nella società moderna su una prospettiva universale.

La mostra, a cura di Giovanni Currado e Marino Paoloni per l’Archivio Riccardi in collaborazione con Istituto Quinta Dimensione e Agenzia Documentazione Fotografica Agr, è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale-Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. (L’UNICO)

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